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Concretamentezen

 

Studiare e teorizzare è importante, ma il momento fondamentale, in qualsiasi attività, per capire se una determinata cosa funziona è metterla in pratica. 

Per me almeno è sempre stato così.

Ho studiato molto, ho ascoltato molto, ho riflettuto molto; ho sempre amato capire, comprendere la base teorica degli argomenti che mi appassionano, ma il momento vero, nel quale ho davvero “imparato” qualcosa è stato quando ho provato l’attività sul “campo”.

In certi casi la teoria mi ha appassionato, mi ha esaltato, mi ha data la sensazione che un determinato argomento, una tecnica, fosse davvero efficace, ma poi nella pratica il tutto si è rivelato essere un flop.

Prima di trattare un argomento con altre persone ho sempre cercato di testarlo su me stesso, per comprenderne le potenzialità ed i limiti. Proprio per questo motivo mi reputo ancora oggi un “cercatore”, poiché non ho idee preconcette, non ho certezze da vendere o da portare avanti a tutti i costi.

Nella mia vita ho fatto innumerevoli esperienze, talvolta piacevoli, talvolta difficili e spiacevoli, ma non ho mai smesso di “sperimentare” per comprendere il senso più profondo di quello che si nascondeva dietro l’apparenza.

Lo stesso vale per quello di cui parlo in questo sito; tutto quello che scrivo è vissuto e testato su me stesso. La voglia di affrontare in maniera aperta, accogliente, gentile, consapevole ogni esperienza che la vita ci pone di fronte deriva direttamente da una mia esigenza profonda.

Non ci sono ricette segrete, non ci sono soluzioni a problemi, non ci sono “riti magici” per eliminare la sofferenza e raggiungere la Gioia più profonda. C’è solo da fare un lavoro costante, quotidiano, un allenamento continuo, come quello degli atleti e pur lavorando e praticando con costanza nulla è garantito.

 

Io ho cercato tra mille argomenti e mille pratiche e non sono riuscito a giungere a nessuna conclusione. Nulla è definitivo. Tutto è costantemente work-in-progress, in affinamento continuo, non ci sono certezze, anzi ci sono mille dubbi.

Sono riuscito negli anni a raggiungere un certo equilibrio, ma questo comunque si muove costantemente in un range di alti e bassi. Quello che si può fare è limitare con la pratica di raggiungere i picchi che di solito sono molto pericolosi.

Mi capita spesso di vedere pseudo-Guru che si ergono sulle loro “torri d’avorio” impartendo “lezioni di vita” e soluzioni preconfezionate per ogni nostro problema. Successo, potere, cambiamento, felicità, tutto a portata di mano, magari sborsando qualche migliaio di euro.

Poi analizzando meglio questi percorsi si capisce facilmente quanto siano vuoti ed esprimano solo teoria letta sui libri, senza alcuna pratica sul campo.

Molto di quello che ho imparato nel mio percorso spirituale, ma non solo, deriva dagli insegnamenti del mio Maestro Zen, che è una persona profondamente concreta, pur avendo una enorme cultura teorica. I suoi risultati sono tangibili in tutto ciò che ha realizzato e realizza quotidianamente.

Ricordo la mia prima esperienza con lo Zen, in realtà piuttosto traumatica, perché mi ci ritrovai casualmente, senza sapere quasi niente di Zen, partecipando ad un Sesshin (ritiro) di due giorni che mi catapultò in una realtà di pratica con ore di meditazione, pasti consapevoli in silenzio e lunghe sessioni di meravigliosi insegnamenti del Maestro.

Un mondo assolutamente sconosciuto ed all’epoca per me anche piuttosto “incomprensibile”. Eppure quando tornai a casa alla fine del ritiro, fisicamente massacrato dalle ore di pratica al quale non ero abituato, sentivo dentro di me una sensazione di pace, di serenità e soprattutto di Unione tra me e l’intero Universo, che non avevo mai provato prima. Mi sembrava di galleggiare ad un metro da terra. Lo Zen col suo puntare quasi esclusivamente sulla pratica è stato per me una profonda rivelazione.

Tutti gli strumenti (Mindfulness, Meditazione, Zen, ACT e così via), che oggi utilizzo personalmente e che reputo promettenti per la realizzazione interiore ed esteriore di tutti gli  esseri umani, sono in realtà pratiche da attuare concretamente, seppur basate su solide basi teoriche.

In conclusione quello che vorrei esprimere in questo post a chi vuole avere una “visione” della vita davvero differente è di non perdersi nella propria mente, nelle proprie teorie, ma cominciare a praticare. Anche quando non è ancora chiaro a cosa serva e cosa produca. Perchè questo significa fare qualcosa di concreto, significa agire.

Consiglio di cominciare con la meditazione e con la Mindfulness e di insistere nel tempo, senza aspettarsi nulla, senza cercare di raggiungere nessun risultato, senza porsi obiettivi. Come dicono nello Zen con spirito shikantaza.

Perchè la vita quella Vera, quella che ha un significato profondo, è  un processo di affinamento costante che si svolge ora, nel momento presente, non nelle teorie della nostra mente o nelle mete che possiamo raggiungere in un futuro indefinito.

Grazie Gassho

 


Libri da leggere:

  • “Zen. Religione, filosofia, stile di vita” di Tetsugen Serra, Carlo (Autore), M. Pederzini (Illustratore)
  • “Mindfulness: Al di là del pensiero, attraverso il pensiero” di Zindel V. Segal J. Mark G. Williams, e al.
  • “Vivere momento per momento” di Jon Kabat-Zinn
  • “Se il mondo ti crolla addosso. Imparare a veleggiare tra le ondate della vita” di Russ Harris e G. Presti
  • “La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere” di Russ Harris e G. Presti

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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