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Photo by Denys Nevozhai on Unsplash

Photo by Denys Nevozhai on Unsplash

Alcuni giorni fa mi hanno chiesto a bruciapelo: “Come si fa a vivere meglio? Come si fa ad essere più felici?”…bella domanda!
Non avevo una risposta pronta, avrei dovuto parlare di troppi argomenti e non sapevo onestamente neanche da dove partire…allora ho risposto di getto: “Per essere più felici, bisogna migliorare il proprio umore…”.

Ho visto la perplessità nel volto di chi mi ascoltava, ma in realtà quello che avevo detto, senza neanche troppo pensarci è davvero fondamentale. Da molti studi scientifici in ambito psicologico, pare che uno dei principali attivatori della depressione sia proprio il peggioramento dell’umore. 

Ovviamente la seconda domanda è stata: “OK! E come faccio a migliorare il mio umore?”.

Al che ho risposto: “Devi sorridere di più!”. 

Sorridere non è un atto banale. Anche quando apparentemente non ne abbiamo motivo, bisogna sforzarsi di farlo. Sorridere ha una grande azione terapeutica. Attiva le endorfine, migliora la memoria e comporta tanti altri benefici (ne abbiamo parlato QUI).

Ma comporta anche un’ altra potente conseguenza, ci fa vivere nel momento presente. Quando sorridiamo tutti i nostri pensieri sembrano dileguarsi, ci sembra come se la mente si trovasse temporaneamente in stand-by. Tuttavia siamo completamente nel momento presente e tutti i nostri sensi sembrano risvegliarsi.

Questi sono istanti di Consapevolezza, ovvero istanti dove la nostra “maschera” costruita per far fronte alla società in cui viviamo (Il sè pensante), cade. Resta attivo solo il nostro “Sé osservante”, il nostro vero Essere, quello che nello Zen è definito “Centro“, ovvero quello che siamo veramente. 

 

Sorridere di più significa lasciare andare la mente razionale, quella che di continuo ci fa vivere nel passato o nel futuro, facendoci perdere la vera vita.

Passato e futuro sono solo “illusioni della mente“, sono solo “strumenti” (i ricordi, sono schemi acquisiti nel passato e i progetti, nascono per un futuro che non si sa se esisterà mai),  che vengono utilizzati per costruire “un personaggio fittizio”, che deve muoversi ed interagire con altri “personaggi fittizi” in una “società artificiale“, che abbiamo involontariamente ereditato.

L’unico istante che possiamo vivere realmente è quello presente, non esiste altro istante. Dunque sorridere significa sganciarsi dalla “grande illusione“, essere totalmente se stessi, non giudicanti, consapevoli.

I bambini sorridono molto, perchè sono ancora incorrotti, puri, non “costruiti”, spontanei, meravigliosamente ineducati. Ed ecco perché è nei bambini quando giocano che possiamo vedere la Vera Felicità, la Gioia.

Per noi adulti dopo decenni di quella che Dario Canil chiama “educastrazione”, è di certo molto più difficile essere spontanei, consapevoli e non giudicanti. Dunque per iniziare dobbiamo adottare un escamotage: sorridere.

Questo semplice gesto, disinnesca la mente, disattiva temporaneamente la “grande illusione”, butta giú la maschera, annulla temporaneamente l’attore che si muove sul palcoscenico del “teatro” della società in cui viviamo e così torniamo ad essere noi stessi, quelli Veri, Reali, quelli che eravamo da bambini.

Questa è la Felicità…anzi questa è la Gioia profonda.

Grazie Gassho

Altri articoli sulla Mindful-Happi-ness >>> leggi QUI


Approfondimenti, Fonti e Bibliografia

Libri:

  • L’anima del reiki. Origini, fondamenti spirituali e guida pratica del metodo originale di Mikao Usui di Dario Canil
  • Destinazioni. In cammino verso la felicità” di Richard Romagnoli (Autore)
  • Happy genetica. Dall’epigenetica alla felicità“di Richard Romagnoli (Autore), Pier Mario Biava (Autore)

Studi scientifici:

Dal Web:

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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