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365giornizen

In una società come la nostra, completamente fondata sul talento e la competizione, ovvero “o ci nasci o sei fregato”, sempre di più si sta riscoprendo invece la vocazione.

Il talento è qualcosa che ti viene naturale, è genetica forse, in pratica è un dono che hai sin dalla nascita. Puoi esercitarlo, affinarlo, praticarlo, allenarlo, ma è lì con te da sempre e per sempre.

Con la parola vocazione che deriva dal latino “vocare“, cioè chiamare, indichiamo invece il seguire una “voce interiore“. Quel “qualcosa” che ti porta improvvisamente ad avere un interesse per una certa attività o per una serie di attività.

La vocazione può sorprenderti in qualsiasi momento della tua vita ed ha un grande vantaggio rispetto al talento, non ti costringe ad indossare una maschera unica per tutta la vita.

Può capitare che chi possiede un talento pensi di aver ricevuto un grande “dono”. In molti casi è effettivamente così, ma ci sono anche casi di vite rovinate dalla “gabbia del talento”.

 

La vocazione fornisce libertà.

Può durare per un periodo di tempo o anche per tutta la vita.

Non si limita ad un’unica abilità o campo, ma può abbracciare svariati interessi.

Ti consente di entrare in un “flusso“, dove diventi tutt’uno con quello che ami.

Non è legata necessariamente ad un risultato o al successo, perché può restare anche solo una passione.

La vocazione dunque può diventare la tua vita, il tuo hobby, il tuo mestiere, ma solo se ti rende felice.

Riflettici!

grazie, Gassho


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Massimiliano Farucci

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