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SempliceMenteZen

Dopo aver compreso cos’è la “Consapevolezza del momento presente” (vedi QUI), in questo terzo appuntamento con l’ACT, parliamo di un’altro elemento fondamentale di questa terapia / pratica:

Fusione Cognitiva e Defusione.

Cominciamo col comprendere cosa sia la fusione cognitiva e la sua controparte la defusione.

Essere “fusi” con i propri pensieri significa considerare questi sempre veri ed identificarsi con essi. Tuttavia vivere una vita completamente determinata dalle proprie esperienze interiori, quali pensieri ed emozioni, non è di certo la migliore delle condizioni.

Come abbiamo detto nell’introduzione, i pensieri sono strettamente connessi al linguaggio umano, che è basato sull’abilità appresa di mettere in relazione gli eventi in modo arbitrario (Relational Frame Theory). Risulta pertanto chiaro che avere pensieri ed emozioni disfunzionali (paura, terrore, idee negative, idee di fallimento, credenze distorte, pregiudizi) ed essere “fusi” con essi, considerandoli la realtà, conduce ad avere una vita di azioni disfunzionali, evitamenti esperenziali, rinunce, tentativi di controllo inflessibili e rigidità.

L’ACT intende promuovere due capacità psicologiche:

1) Imparare a notare i propri pensieri, immagini o ricordi, riconoscendoli per ciò che sono, ovvero “prodotti della mente” e non realtà assolute;

2) Guardare la propria esperienza da una posizione privilegiata, dall’alto, decentrata, promuovendo la consapevolezza della propria esperienza mentale. (Fonte: State of Mind)

Praticare la defusione dunque significa apprendere la capacità di “notare” i propri pensieri e distinguerli dalla realtà.

Riconoscere che i pensieri sono appunto parole, storie, discorsi che si presentano nella nostra mente, ma che non necessariamente sono veri, possono esserlo, ma non dobbiamo credergli automaticamente. Possiamo concedergli tempo e attenzione solo se sono utili, ma nessun pensiero, per quanto doloroso, rappresenta una minaccia reale (Harris, 2010).

Praticare la defusione si concretizza nell’utilizzare una serie di tecniche verbali, anche piuttosto semplici, dove si iniziano appunto a “notare” i propri pensieri, così da poterne prendere una opportuna “distanza”.

Un esempio pratico:

Al pensiero disfunzionale “Io non valgo nulla”, si può sostituire l’affermazione: “Io ho il pensiero di non valere nulla”, per poi giungere gradualmente fino alla frase: “Io noto di star pensando di non valere nulla”.

Altra tecnica è quella di dare un nome alla “storia” che si sta vivendo nei propri pensieri, ad esempio: “ecco, la riconosco, ancora la storia del – non valgo nulla – ”. Insomma in sintesi lo scopo di questa pratica è quello di porsi di fatto in terza persona rispetto ai propri pensieri e “distaccarsi” da essi, ovvero effettuare un “defusione”.

Rapportati ai tuoi pensieri in modo nuovo, così che abbiano un impatto e un’influenza molto minori su di te. […] essi perderanno la capacità di spaventarti, preoccuparti, stressarti o deprimerti. E man mano che imparerai a praticare la defusione dai pensieri inutili, come le convinzioni che ti limitano e l’autocritica feroce, essi avranno molta meno influenza sul tuo comportamento.” Harris (2010):

Ricordiamo che queste tecniche non vogliono risolvere un problema, ma vogliono consentire alla persona di recuperare “energie cognitive”, così da poter lavorare in maniera lucida su ciò che è davvero importante, ovvero sui propri Valori e sulle conseguenti Azioni, che andranno poi realmente a migliorare la qualità della vita, rendendola significativa.

Grazie Gassho

Per altri Articoli sull’ ACT, leggQUI.


Indice articoli:

  1. Introduzione
  2. Contatto con il momento presente (Consapevolezza)
  3. Fusione Cognitiva e Defusione
  4. Accettazione
  5. Sè concettualizzato e Sè Come Contesto

 


Bibliografia e libri da leggere:

Tecnici:

  • “ACT. Teoria e pratica dell’Acceptance and Commitment Therapy” di Steve C. Hayes, Kirk D. Strosahl
  • “Fare act. Una guida pratica per professionisti all’Acceptance and Commitment Therapy” di Russ Harris

Divulgativi e self-help:

  • “Se il mondo ti crolla addosso. Imparare a veleggiare tra le ondate della vita” di Russ Harris e G. Presti
  • “La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere” di Russ Harris e G. Presti
  • Vivere momento per momento” di Jon Kabat-Zinn
  • “Qui e ora. Strategie quotidiane di mindfulness” di Siegel Ronald D.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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