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SempliceMenteZen

Dopo aver capito per grandi linee cos’è l’ACT (vedi QUI la #1 parte), approfondiamo alcuni aspetti.

“Contatto con il momento presente” o Consapevolezza (detta anche Mindfulness).

Per capire di cosa stiamo parlando è necessario fare una premessa sul funzionamento del nostro cervello.

Per la maggior parte del tempo noi siamo inconsapevoli di ciò che ci sta accadendo. La nostra mente infatti dopo aver imparato nuove attività, tende ad “automatizzarle”, cioè a farle funzionare senza il nostro intervento cosciente, in ottica di risparmio delle attività cerebrali.

Questo ad esempio ci consente di guidare l’auto senza dover ogni volta “imparare” daccapo come mettere le marce o come premere l’acceleratore. Lo stesso vale per altre migliaia di attività che vengono gestite in background (cioè in automatico), senza che ce ne rendiamo neanche conto.

Per molti versi, questo processo è ovviamente un bene, ma allo stesso tempo può essere un problema. Agire in automatico ci mette nella condizione di non essere presenti, cioè consapevoli delle nostre azioni e del nostro essere o almeno non del tutto.

Mentre siamo “inconsapevoli”, cioè quando facciamo una attività in automatico, la nostra mente intanto vaga nei pensieri. Pensieri su ciò che è accaduto nel passato, generando giudizi, colpe, rimpianti, oppure pensieri su ciò che accadrà nel futuro, relegandoci in una realtà che non esiste e che probabilmente non si realizzerà mai.

Questo viene definita “Dominanza del passato o del futuro sul momento presente”.

Pensare è una caratteristica peculiare dell’essere umano; quando questa attività avviene in condizioni normali è apportatrice di nuove idee, creatività, fantasia. Ma l’eccesso di permanenza nei pensieri, in special modo in quei pensieri che provano a risolvere questioni, talvolta irrisolvibili, legate al passato od al futuro (violenze, lutto, paure ingiustificate), generano disagio psicologico (ad es. rimuginio e ruminazione).

Oltretutto ci perdiamo l’unico istante sul quale dovremmo essere davvero presenti e concentrati per poterlo vivere: il presente. La definizione mainstream è “Qui ed Ora”.

 

Cosa possiamo fare per vivere nel presente, senza restare “bloccati” in pensieri sul passato o sul futuro?

  • Cerchiamo di “notare” sempre di più i momenti in cui agiamo in “automatico“. Questo è già un ottimo inizio e rientra nel quadro della consapevolezza. Può sembrare semplice, ma vi assicuro che è la parte più difficile;
  • Pratichiamo la “concentrazione“. Cerchiamo cioè di seguire un’attività con attenzione, senza “perderci” o farci “trascinare” in altri pensieri. Un’ottima pratica è provare a seguire il proprio respiro in maniera concentrata e consapevole;
  • Altra pratica di concentrazione per eccellenza è la “Meditazione” (Approfondisci QUI);
  • Mangiamo in maniera consapevole. In Mindfulness viene adottato una pratica particolare, ovvero mangiare un unico chicco di uva passa, con la massima attenzione possibile, interessando tutti i sensi. Dall’osservazione attenta dell’esterno del chicco, (si usa dire come uno “scienziato”, che scruta questo oggetto per la prima volta in vita sua), al suo odore, la sua consistenza, il suo gusto e così via;
  • Possiamo anche praticare il cosiddetto “bodyscan”, ossia la concentrazione selettiva sulle parti del nostro corpo. Partendo dalle dita dei piedi, fino ad arrivare alle gambe, al torso, alle mani, alle braccia, alle spalle, al collo, al viso, alla testa e così via. Inoltre possiamo provare a respirare “attraverso” le varie parti del nostro corpo, ad esempio attraverso le gambe, le braccia e così via;
  • La “presenza consapevole” può essere praticata in qualsiasi modo ed in qualsiasi azione noi compiamo nel corso della giornata. Dal fare la spesa, al mangiare, al lavare i piatti, al camminare, tutto può diventare pratica di Consapevolezza. E’ sufficiente agire con massima attenzione e concentrazione.

Entrare in contatto con il momento presente significa, dunque, scegliere consapevolmente di portare la propria attenzione su ciò che sta accadendo dentro di noi e nel mondo fisico esterno, in quel preciso momento. Risvegliarsi cioè all’esperienza ed essere presenti a se stessi e agli altri, per potersi aprire con disponibilità a quello che il presente ha da offrire.

Grazie Gassho

Per altri Articoli sull’ ACT, leggQUI.


Indice articoli:

  1. Introduzione
  2. Contatto con il momento presente (Consapevolezza)
  3. Fusione Cognitiva e Defusione
  4. Accettazione
  5. Sè concettualizzato e Sè Come Contesto

 


Bibliografia e libri da leggere:

Tecnici:

  • “Mindfulness: Al di là del pensiero, attraverso il pensiero” di Zindel V. Segal J. Mark G. Williams, e al.
  • “Fare act. Una guida pratica per professionisti all’Acceptance and Commitment Therapy” di Russ Harris

Divulgativi e self-help:

  • “Vivere momento per momento” di Jon Kabat-Zinn
  • “Qui e ora. Strategie quotidiane di mindfulness” di Siegel Ronald D.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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