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Racconti Zen, Koan, Haiku

Spegni La Candela (Kōan) 

Tokusan studiava lo Zen sotto la guida di Ryutan.
Una notte andò da Ryutan e gli fece molte domande. Il maestro disse: ” E’ già notte avanzata. Perché non vai a dormire? “. Allora Tokusan si inchinò e scostò la stuoia per uscire, osservando: “Fuori è molto buio”.
Ryutan porse a Tokusan una candela accesa per trovare la strada. Proprio mentre Tokusan la prendeva, Ryutan la spense con un soffio. In quell’attimo la mente di Tokusan si aprì.
“Che cosa hai raggiunto?” domando Ryutan.
“D’ora in avanti” disse Tokusan “non metterò più in dubbio le parole del maestro”.

L’indomani Ryutan disse ai monaci presenti alla sua lezione: “Tra voi vedo solo un monaco. I suoi denti sono come l’albero di spada, la sua bocca è come la ciotola di sangue. Se lo picchiate forte con un grosso bastone, lui non vi degnerà nemmeno di uno sguardo. Un giorno salirà sulla cima più alta e porterà lassù il mio insegnamento”.

Quel giorno, davanti alla sala delle lezioni, Tokusan ridusse in cenere i suoi commenti dei sutra. Disse: “Per quanto astrusi possano essere gli insegnamenti, paragonati con questa illuminazione sono come un semplice capello di fronte al grande cielo. Per quanto profonda sia la complessa conoscenza del mondo, al paragone con questa Illuminazione è come una sola goccia d’acqua di fronte al grande oceano”.
Poi lasciò quel monastero.

Un commento

In questo Kōan si tratta la vera essenza dello Zen: l’illuminazione (Bodhi) come “intuizione” (insight) improvvisa, contro lo studio delle scritture. Lo Zen però non è assolutamente avverso allo studio dei Sutra, ma lo ritiene una fase propedeutica od eventualmente complementare.

Scendendo nel dettaglio, possiamo dire, che in alcune scuole Zen ci si affida a varie pratiche (meditazione, koan, etc.) per giungere a questa “illuminazione istantanea“. In altre scuole quello che conta realmente è la sola pratica dello Zazen (meditazione seduta), attraverso la quale si invera (si realizza) la natura-Buddha. In entrambi i casi si sottolinea l’importanza di “attuare” lo Zen, anzichè restare invischiati in disquisizioni intellettual-filosofiche o del solo studio delle scritture.

Commento di Mumon

Quando Tokusan era al suo paese, aveva sentito parlare dello Zen ma non ne era soddisfatto.
Pensava: “Questi monaci del Sud sostengono di poter insegnare il Dharma al di fuori dei sutra. Sbagliano tutti quanti. Bisogna che vada a insegnare loro”. Così andò al Sud. Per caso gli successe di fermarsi vicino al monastero di Ryutan per rifocillarsi.

Una vecchia che si trovava là gli domando: “Cos’è quella cosa così pesante che porti con te?”. Tokusan disse: “E’ il mio commento sul sutra Diamante, che mi è costato anni di lavoro”.
La vecchia disse: “Ho letto quel sutra che dice: Non si puo’ trattenere la mente passata, non si puo’ trattenere la mente presente, non si può trattenere la mente futura”.
Tu vuoi un pò di Tè e qualcosa per rifocillarti. Quale mente ti proponi di usare per queste cose?”.

Tokusan restò come ammutolito. Infine domandò alla donna: “Conosci qualche buon maestro, qui intorno?”.
La vecchia lo indirizzò a Ryutan, che stava a non più di cinque miglia. Così lui andò da Ryutan molto umilmente, ben diverso dall’uomo che era all’inizio del suo viaggio. Ryutan a sua volta così buono che dimenticò la propria posizione. Era come rovesciare acqua fangosa su un ubriaco per farlo tornare in sè. In fin dei conti, tutta questa commedia era superflua.

Se vuoi leggere altri koan, racconti zen o haiku clicca QUI.

Se vuoi cominciare a praticare QUI ti spiego come fare.

(Fonti: “La porta senza porta” – Mumon)

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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