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principiante

C’è una semplice pratica che potrebbe risolvere molti dei problemi della tua esistenza.
La stessa pratica potrebbe donarti una infinità di gioia e serenità.
Questa pratica consiste nell’affrontare la vita con la “mente di principiante”(giapp. shoshin).

 

In cosa consiste questa pratica?

Nell’avere costantemente una “mente aperta”. Pronta a scoprire e riscoprire le meraviglie del mondo. Dunque non è un atteggiamento da avere solo quando si apprende, ma deve divenire una costante della propria esistenza.

Se nel nostro vivere quotidiano subentra la noia o l’abitudine, l’esistenza smette di essere consapevole. Finiamo per viaggiare su binari e non c’è più interesse, non c’è più crescita.

Se abbandoniamo invece la “mente da esperto”, questo ci fa aprire gli “occhi da bambino”, presenti in ognuno di noi. Innesca la meraviglia e la passione per il nuovo, per le novità, cioè attiva l’apertura verso tutta la realtà, anche quella nascosta.

Lasciamo andare i preconcetti e le aspettative, guardiamo al nuovo con gli occhi freschi del principiante. Anche quando siamo certi che una situazione non può fornirci niente di nuovo, lasciamo andare questa sensazione, non la tratteniamo.

Il nuovo, quasi sempre, sorge esattamente nel luogo in cui siamo sempre stati. E’ sufficiente guardare le cose da una prospettiva differente.

Sperimentate.

Provate ad osservare con attenzione e consapevolezza anche i più piccoli gesti quotidiani.

Lavarsi, mangiare, camminare.

Quanto conoscete realmente queste azioni?

Spesso si è convinti di sapere ormai tutto, invece ogni cosa viene gestita con degli automatismi.
Quanto si conosce realmente quello che facciamo quotidianamente.

Pensate ad esempio anche solo il semplice mangiare una mela.

Osservate il frutto, le parti che lo compongono, il processo che si innesca nel gustarlo, nel mangiarlo, la meraviglia per cui quel frutto nel giro di qualche ora diventa parte del nostro corpo, parte di noi stessi.

Cosa sappiamo?

Cosa conosciamo realmente della vita che ci circonda?

Cosa migliora nella nostra vita, avendo una mente di principiante?

Esperienze – sappiamo sempre tutto a priori. Sono sufficienti piccoli indizi, a volte neanche reali, per trarre immediatamente conclusioni. Questo ci rovina costantemente la vita. Perchè ci preclude esperienze importanti. Abbandoniamo quindi le supposizioni, i pregiudizi, i preconcetti e le fantasie infondate.

Relazioni – giudicare costantemente chi ci sta di fronte, senza in taluni casi fornirgli alcuna possibilità di esprimersi, è una costante della vita attuale. Chi non incarna il nostro ideale, viene automaticamente escluso. Abbandoniamo gli schemi mentali precostituiti. Riflettiamo di più sulla interdipendenza ed anche chi pensiamo sia “diverso”, diverrà una parte del nostro Essere.

Ansia, stress – reagire con degli automatismi alle situazioni, spesso innesca meccanismi di ansia e stress. Lasciamo la mente vuota, libera, pronta a recepire e noteremo subito che ogni situazione ci apparirà differente. Non afferriamo, non tratteniamo. Lasciamo andare i pensieri opprimenti, che ci incutono paura rispetto al nostro futuro. Lasciamo andare le preoccupazioni per ciò che è nuovo. Avere entusiasmo nell’affrontare ogni aspetto della propria esistenza, significa vivere realmente la vita.

Da: “MenteZen, Mente di Principiante”, Shunryu Suzuki-Roshi

…Per gli adepti Zen la cosa più importante è non essere dualistici. La nostra ‘mente originaria’ racchiude tutto in sé. Dentro di sé è sempre ricca e autosufficiente. Non dovete perdere lo stato mentale di autosufficienza. Ciò significa non una mente chiusa, bensì una mente vuota e pronta. Se la vostra mente è vuota, è sempre vuota per qualsiasi cosa; è aperta a tutto.

Nella mente di principiante ci sono molte possibilità; in quella da esperto, poche. Se discriminate troppo, vi limitate. Se siete troppo esigenti o avidi, la vostra mente non è ricca e autosufficiente. Perdendo l’originaria mente autosufficiente perderemo tutti i nostri principi. Se la vostra mente si fa esigente, se bramate qualcosa, finirete per violare i nostri stessi principi: non mentire, non rubare, non uccidere, non essere immorali e così via.

Se conservate la vostra mente originaria, i principi si conserveranno da soli. Nella mente di principiante non si trovano mai pensier del tipo: “Io ho ottenuto qualcosa”. Ogni pensiero egocentrico limita la nostra vasta mente. Quando non abbiamo alcun pensiero di conseguimento, alcun pensiero di un ‘sé’, allora siamo dei veri principianti. Allora possiamo realmente imparare qualcosa…

 

Cosa ne pensi della “Mente di Principiante”? Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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