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benessere

Essere un leader oggi significa gestire cose, persone, idee. Chi ricopre questi ruoli di leadership dunque, spesso indirizza una gran moltitudine di persone. Questo equivale a dire molte menti. Per influenzare ed indirizzare le persone, però, bisogna avere una “visione” ben chiara della esistenza. Il ruolo del leader pertanto, comporta grandi responsabilità.

La società in cui viviamo, si fa carico di istituire e gestire ospedali, case di cura, medici, infermieri, la salute pubblica insomma. Cose sacrosante. Ma quanto si fa carico di gestire quel qualcosa, che possa consentire alle persone di non ammalarsi, cioè il benessere?

Quanto si immedesima in loro. Quanto comprende i loro bisogni reali. Quanto comprende il reale significato della parola benessere?

Guardatevi intorno. Obesità, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche, cancro, stress, ansia, depressione. La nostra società, talvolta appare come una sorta di “fabbrica della malattia”.

 

Ma lo scopo principale dell’essere umano, invece, non dovrebbe essere quello di traguardare al benessere? per garantire una migliore sopravvivenza nel tempo a sé stesso ed alle future generazioni?

Tutta l’intelligenza, la saggezza e la conoscenza acquisita in migliaia di anni, non dovrebbero produrre una “fabbrica della felicità”?

É possibile che tutto questo sia lo scotto da dover pagare per il progresso?

No, non totalmente, anzi. Il progresso dovrebbe garantirci di vivere sempre di più e sempre meglio.

Invece, quello che stiamo pagando, é lo scotto di non avere mai riflettuto seriamente o di non aver compreso, cos’è il benessere umano.

Abbiamo più volte detto che oggi, siamo esasperati dal “dio denaro”. Guadagnare, guadagnare, guadagnare. Sembra non ci sia altro “valore” nella vita. Pensiamo che l’unico benessere sia quello economico. Non è così.

Guardiamo costantemente alle cose esterne a noi, al materialismo, ai desideri, alle pulsioni. E sempre più ci dimentichiamo di quale sia lo scopo di base dell’essere umano: vivere. Possibilmente in salute, in pace e felici.

Non è questo lo scopo supremo della vita? A voi non piacerebbe vivere così?

I grandi leader odierni, nella maggior parte dei casi, gestiscono le situazioni in divenire. Non ci sono piani a lungo termine, non pongono al centro dei loro piani il benessere dell’uomo.

L’essere umano dovrebbe avere ben visibile uno scopo, una direzione, un faro. La responsabilità di dare questa direzione è appunto dei leader.

Il benessere è un concetto davvero ampio e complesso da comprendere.

Di certo però, passa attraverso l’eliminazione della sofferenza (fisica, interiore, mentale); questa semplice, ma grande intuizione fu individuata da Buddha Shakyamuni addirittura nel 530 a.c. (Vedi: Quattro Nobili Verità).

Bisogna, quindi, solo prendere consapevolezza che, esiste una cura per questa sofferenza.

Fornire una direzione verso una società migliore e verso l’eliminazione della sofferenza è un dovere.

Basare la nostra società su “valori” reali di condivisione, di solidarietà, di empatia, di compassione verso tutti gli esseri è un dovere.

Indirizzare i propri sforzi alla realizzazione di un sé interiore è un dovere.

Non bisogna più spingere verso una società basata sul guadagno, sul materialismo, sull’indifferenza, sulla mancanza di valore per la vita e per il proprio corpo.

Gli effetti negativi di quello che stiamo facendo oggi sono ben visibili nel mondo che ci circonda. E’ sufficiente solo aprire gli occhi, risvegliarsi alla Consapevolezza, per capire che la strada che stiamo percorrendo è errata.

Stiamo distruggendo l’essere umano. Stiamo distruggendo noi stessi ed il nostro futuro.

Coltivare il benessere mentale e fisico, dovrebbe essere lo scopo di tutti.
Ci sono evidenze scientifiche che l’essere umano da il meglio di se, ha cioè un picco di realizzazione, quando il proprio corpo e la propria mente sono in una situazione di benessere.

 

Come stanno crescendo invece i nostri giovani? Cosa stia trasmettendo loro?

Persi in piccoli o grandi display, sono sempre più solitari. Non sanno più cosa sia la realtà.

Pensano che il mondo reale, che li circonda, non esista più, ma sia solo una estensione “virtuale”, di una esistenza tutta intellettuale.

Le emozioni di conseguenza stanno sparendo, per lasciare il posto ad un arido deserto interiore.

Chi alza più gli occhi al cielo, per guardare le stelle?
Chi si perde più nelle meraviglie della natura?
Chi gode più di un’ alba o di un tramonto?
Chi ama più, ma realmente, gli altri esseri viventi?
Chi si radica più della propria interiorità?

La direzione, lo scopo di un’esistenza, sempre più incomprensibile, deve essere fornita da chi ha raggiunto un “livello di consapevolezza superiore. I grandi leader hanno il dovere di praticare e comprendere quali debbano essere le priorità per l’essere umano.

Devono risvegliarsi ad alti livelli di realizzazione, per poter indirizzare gli altri verso il benessere.

Questo è il compito del vero leader.

Cose ne pensi del ruolo dei leaders, nell’incrementare il benessere degli esseri umani. Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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