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soldi felicità

Essere felici e possedere denaro…due aspetti della nostra esistenza.
Molto dibattuti, molto controversi. Due aspetti, talvolta, in contraddizione.
Mi chiedo: si può essere felici senza denaro?

Il concetto di ricchezza è relativo.
Dipende dalla propria cultura, dalla società in cui si vive.
Dipende dai valori acquisiti, dal significato che diamo alla nostra esistenza.
Ci sono persone che, sopravvivono con pochi spiccioli al giorno. Ed in qualche modo sono felici.

Riflettiamo un attimo.

 

In Africa, ma anche in tante altre realtà, c’è gente che vive guadagnando uno/due dollari al giorno. In India, addirittura poche rupie al giorno. Questa è sopravvivenza, povertà…ma qual’è invece la ricchezza?

Cosa significa ricchezza?

Guadagnare 5-10-100 dollari al giorno, o quanto?
La ricchezza in Europa ha un valore, in America un altro.
In Africa, in India è un concetto completamente diverso.

Combattere ogni giorno per riuscire a mangiare, per non morire di fame, è una storia diversa.

Tutto è relativo.  

In occidente, dove generalmente almeno la pancia è piena, il problema principale è il confronto.
La gelosia, il possesso, il consumismo, la competizione, il confronto con gli altri.

Dunque possedere è sinonimo di benessere?

Possedere è sinonimo di felicità?

Oppure possedere è sinonimo di confronto?

Creo il mio piccolo mondo fatto di cose materiali. Creo confini. Mi confronto con gli altri. Voglio di più. Non mi basta.

L’identificazione con quella piccola porzione di mondo che è il mio corpo, più le “mie” cose materiali, costituiscono il mio “regno“.
Nessuno deve entrarci. Nessuno deve interferire.
Creo muri alti, invalicabili.
Il mio regno deve crescere ed essere più grande di quello degli altri. Anzi il mio regno deve andare a discapito degli altri.
I miei confini devono essere spostati sempre un pò più in là.
In una smania, un’orgia di desiderio di materialità, inesauribile.
La competizione non-etica, l’accaparramento, l’accumulo dei beni, il confronto.

Ed il benessere e la felicità dove sono?

I beni materiali possono dare soddisfazione ai sensi.

Ma siamo coscienti del fatto che tutto è impermanente?

Ogni cosa è destinata a cambiare, a finire.
Il nostro corpo, esiste per una esigua manciata di anni, se lo confrontiamo al tempo dell’Universo.

Se pensiamo che il benessere e la felicità siano legati al denaro. Alla misera soddisfazione dei sensi. Allora cosa ci facciamo qui, fuggiamo subito!
Non perdiamo tempo con la spiritualità, andiamo a guadagnare il più possibile. Andiamo a soddisfare in maniera smodata i nostri sensi. 

Ma davvero è tutto qui?

Questo è lo scopo di un così meraviglioso “meccanismo”, qual’ è il nostro corpo e la nostra mente.
Questo è lo scopo della nostra vita?
E’ possibile che l’esistenza sia, così povera cosa?

No, non è così.

Non può essere solo questo.

Identificarsi solo con i sensi e con le proprie cose materiali è una “illusione“.
Espandersi dentro il proprio sé, significa invece abbattere lentamente i confini.
Abbattere le barriere create dal nostro intelletto.
Il benessere e la felicità sono insite in noi. Non sono un prodotto di ciò che è fuori da noi.

Bisogna risvegliarsi e comprendere.

 

Essere “illuminati” significa proprio questo:  risvegliarsi e comprendere.
Tutta la sofferenza esistenziale che abbiamo dentro di noi può essere eliminata.

Come?

Eliminando i confini. Abbattendo le barriere.
Espandendo il proprio sé alle meraviglie del mondo ed alla “pura intelligenza” dell’Universo. Espandendo la propria energia a tutti gli esseri viventi.

Questa felicità e questo benessere sono già dentro di noi.
Bisogna solo lavorare per tirarli fuori.

Il denaro è uno strumento. Esterno. Non lavora per noi, ma semmai contro di noi.
Utile per le cose pratiche, ma niente più. Il denaro non siamo noi.
Non identifichiamoci.
Non è la nostra felicità ed il nostro benessere.

Mai!

Solo il “centro”, la scoperta del proprio sé, risveglia la felicità già esistente in noi.

Ed allora, si può essere felici senza denaro?

Chiedilo a chi vestito di stracci, percorre il mondo a piedi. E sorridendo sussurra ad ogni essere vivente:” Io sono te, tu sei me”.

 

Se vuoi approfondire il discorso sul possesso e la felicità, ne parliamo QUI: Che Cosa Desideri? Te lo Darò.

Tu cosa ne pensi, si può essere felici senza denaro? Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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