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futuro

Quando vi svegliate la mattina, cosa fate?
Ecco, in molti, tra le prime cose che fanno la mattina, c’è quella di verificare, tramite il telefonino, i propri profili social. Oggi tutti siamo innamorati dei nostri gadget tecnologici e della nostra vita virtuale.
Quanto utilizziamo questi gadget? quanto tempo passiamo a gestirli, a chattare, a messaggiare?
Sinceramente…quanto tempo passiamo in queste attività?

Per poter essere presenti, attivi, considerati dagli altri, per godere di un pò di notorietà spicciola, di gratificazione immediata, per avere una nostra “reputation” sul web? Ebbene necessitiamo di un bel pò di  tempo, di impegno, di costanza. Curiamo molto la nostra “immagine social” e dipendiamo sempre più da questi gadget.

Questa è una tipica compulsione.

Eppure c’è un gadget sofisticatissimo, davvero meraviglioso, che lentamente stiamo tralasciando: noi stessi. Dedichiamo il giusto tempo alla macchina essere umano?
Dedichiamo il giusto tempo a noi stessi?
Dedichiamo il giusto tempo a leggere il “manuale d’istruzioni” del nostro corpo e della nostra mente?

Perchè noi, fondamentalmente, siamo una macchina: stupenda, biologicamente perfetta e per tanti versi ancora sconosciuta.

Il nostro corpo e la nostra mente, funzionano in perfetta sinergia per farci continuare a vivere. E se è vero che lo scopo principale dell’essere umano è vivere, allo stesso tempo la vita deve essere il più possibile piacevole.

Soffermiamoci un attimo su questo pensiero.

Pensate sia scontato? non lo è. Molti probabilmente lo hanno dimenticato.

Una vita serena, piacevole non deve essere un obiettivo di un futuro indefinito, bensì deve essere una condizione da vivere subito, sin da oggi, ogni giorno e per sempre. E’ necessario però comprendere il significato di quello che intendiamo per vivere una vita serena, piacevole.

 

 

In occidente, in questo periodo storico, noi viviamo un benessere diffuso. In teoria non ci manca nulla. Abbiamo grande disponibilità di cibo, di acqua, non ci sono guerre che incombono su di noi direttamente, non ci sono restrizioni di informazione, non ci sono persecuzioni politiche, di razza, di religione e quant’altro. Insomma, ci sono tutti i presupposti affinché, la nostra, sia una vita di buon livello.

Ma riflettiamo un attimo con calma: a tale condizione di benessere diffuso, corrisponde una pari condizione di serenità e gioia?

L’essere umano è, come abbiamo detto, fondamentalmente una macchina, basata su processi chimici. Ogni sensazione, ogni stato che viviamo, felicità, infelicità, allegria, tristezza, piacevolezza, disgusto, euforia, desiderio, stress, ansia, depressione, è conseguenza di uno stato chimico del nostro corpo.

Questo mix chimico è determinato dall’influenza dei seguenti fattori:

  • dalla nostra mente;
  • da tutto quello che il mondo intorno a noi ci trasmette, attraverso le sensazioni;
  • da tutto che quello che assumiamo ed introduciamo nel nostro corpo.

Tutti, ognuno in base alla propria cultura, abbiamo costantemente il desiderio di qualcosa. E qualsiasi cosa riusciamo a raggiungere od ottenere, non ci basta, desideriamo espandere ulteriormente i nostri confini. Fa parte della natura umana.

Non siamo mai soddisfatti, non ci sentiamo mai appagati.

Il nostro corpo, i nostri cinque sensi e la nostra mente, hanno costantemente “fame” di nuovi stimoli, che vengono poi tradotti nella chimica del nostro organismo.

Quanta gente mangia senza controllo, beve fino ad ubriacarsi, fa abuso di tranquillanti, fa uso di stupefacenti? in che percentuale? ci avete mai riflettuto?
Quante persone oggi sono vittime della compulsione?
E quanta gente soffre, soffre di un malessere profondo, al punto tale da essere ansiosa, stressata, depressa, da tentare il suicidio o più spesso dal commettere efferati omicidi, con moglie e figli come vittime.

Perchè accade tutto ciò? Ve lo siete mai chiesto?

Probabilmente perchè non abbiamo la capacità di affrontare, gestire e comprendere realmente noi stessi. Ci rivolgiamo a medici, psicologi, specialisti per curare soltanto i sintomi di una malattia che è grave, profonda, radicata. E se cercassimo di non ammalarci, anziché curare solo i sintomi?

 

 

Come abbiamo detto precedentemente, il nostro corpo si rapporta al mondo esterno attraverso i sensi. Ma di questo mondo esterno non abbiamo alcuna certezza, nessuna reale conoscenza, se non il suo riflesso dentro di noi. Sensi e mente sono dei filtri che interpretano. Il mondo dunque esiste solo come “interpretazione interiore” dell’essere umano. Per assurdo, potrebbe anche essere una semplice “illusione” (vedi velo di Maya).

L’uomo primitivo aveva come unico scopo quello di procacciarsi il cibo e difendersi dai pericoli per sopravvivere. Man mano che l’essere umano si è evoluto, la mente ha assunto sempre più ruoli, rispetto a quello della sola sopravvivenza.
Pertanto, compito primario della mente (e di conseguenza del corpo), è di espletare la questione sopravvivenza e ciò viene fatto egregiamente. Ma forte è anche la questione: vita piacevole.
In relazione a questo secondo aspetto, chi fornisce la direzione verso cui andare?

Qualcuno ci ha insegnato il significato di vita piacevole?
In parte si, ma erano insegnamenti corretti?

La mente cerca sempre di seguire una logica, in base agli schemi mentali acquisiti e ben consolidati nel corso degli anni. Ma il concetto di piacere in noi oggi è totalmente distorto. Non conosciamo la reale direzione verso dove andare, dunque la logica fallisce. Ed il castello di carte crolla. La mente chiede sempre di più al corpo, in pratica vuole sempre più stimoli sensoriali, fisici e chimici. Ed ecco la compulsione. La nostra società spinge in questa direzione perché gli conviene, con le terribili conseguenze che abbiamo esplicitato sopra.

Dunque facciamo una riflessione: l’essere umano è come una barca con un motore potentissimo, che sono il corpo e la mente. Ma se la barca va sempre e solo dritto finisce per schiantarsi sugli scogli. Dunque è necessario avere un radar che fornisca loro la rotta.

Cominciamo col dire che puoi ascoltare e farti ispirare da maestri, guru, grandi uomini, ma ricorda che alla fin fine hai la libertà di fare e pensare come vuoi.

Prendi coscienza del fatto che la vita è nelle tue mani. Questo è fondamentale.

Tutte le colpe che dai agli altri: genitori, capi, mogli, figli, insegnanti, guru, ecc. per i tuoi “presunti fallimenti”, non sono altro che scuse.

 

Tu sei al 100% responsabile della tua vita.
Ripeto: Tu sei al 100% responsabile della tua vita.

Tu hai infinite possibilità di scelta. Questa si chiama Consapevolezza (Ne abbiamo parlato QUI).
Vuoi una vita felice, gioiosa o una vita infelice, misera?
Tutto dipende da te. Non raccontartela più. Non piangerti più addosso.
Non incolpare chi ti circonda, semplicemente per crearti un alibi. Non ci sono colpe; né tue, né degli altri.
Non ci sono altri responsabili al di fuori di te, se la tua vita non è come desideri.

 

 

Abbandona il prima possibile tutti, ma proprio tutti, gli schemi mentali acquisiti, che ti dicono chi essere e come diventarlo. Pensare fuori dagli schemi è il primo passo per sfuggire alla trappola della compulsività.

Svuotare la mente da ogni conoscenza, questo insegna lo Zen (QUI ti parlo della visione ZEN di noi stessi). Una mente vuota, cioè sgombra da falsi schemi, preconcetti, abitudini negative, diventa ampia e ricettiva.

Ora riflettiamo sulla Consapevolezza, ma anche sulla Responsabilità che abbiamo.

Facciamoci delle domande.

Cosa ci hanno insegnato? Analizziamo sommariamente, ciò che abbiamo imparato nella nostra vita in termini di valori.
Cosa stiamo insegnando ai nostri figli ed alle future generazioni?
Come siamo noi dunque e come deve essere la società del futuro?
Quali sono questi valori che stiamo portando avanti?

Soffermiamoci ora un istante a riflettere su quello che invece sembra prevalere oggi nel mondo:

Materialismo, egoismo, prevaricazione, successo, carriera, soldi, potere, violenza.

Allora perchè ci stupiamo di fronte alle estreme conseguenze di una società spesso incomprensibile, ma che abbiamo creato noi e che stiamo esasperando sempre più?

C’é qualcosa che non va, che non funziona.
Noi siamo così e la società che stiamo portando avanti è il riflesso di come siamo?
O forse no?

Avete mai pensato che tutto quello che siamo o che facciamo è regolato da automatismi? Da una memoria storica, che ci ha messo su binari e che ci trascina in un flusso. Che ci ha detto cosa è giusto e cosa è sbagliato fare. Che ci ha lentamente riversato nella mente il concetto di cosa deve significare “vita piacevole”.

Ed in questo processo quanto ci abbiamo messo di realmente nostro?

Quanta libertà abbiamo avuto nel pensare, nello scegliere?

Tu sei al 100% responsabile della tua vita. OK!

Ma su quali presupposti si sono fondate le tue scelte?
Chi è stato il vero artefice delle tue decisioni?
Rifletti. Rifletti con attenzione sui tuoi valori, sui tuoi schemi mentali e culturali.
Lo so, ciò che sto dicendo fa paura! Molta paura.
Ecco perché la maggior parte delle persone non vuole fermarsi a pensare.

Non vuole sedersi immobile nel silenzio a meditare.

Vuole essere costantemente impegnato nel lavoro, nel divertimento, nei gadget, nella frenesia, nello stordimento delle compulsioni.
Non vuole attivare l’acutezza della mente e la saggezza dell’interiorità, per discernere ciò che è giusto, da ciò che è sbagliato.

Vuole dormire un “sonno” forzato.

Fermarsi a riflettere, uscire dagli schemi, fa terribilmente paura!

Nessuno ha voglia di mettere in discussione se stesso e la società in cui vive. L’essere umano vuole certezze. Vuole essere sicuro e non vuole rischiare niente. Vuole rintanarsi nella sua piccola “zona di comfort”. Senza mettere in discussione alcunché. Ha paura di confrontarsi con l’ignoto e con la propria interiorità.

Ed allora è necessaria la Consapevolezza.

Per cominciare a vivere la propria vita in maniera corretta, piacevole è necessario:

  • Liberarsi definitivamente dalle sovrastrutture e radicarsi sempre più nel proprio centro (ed in questo la meditazione è fondamentale, QUI ti spiego come fare).
  • Rivolgersi il più possibile, verso la propria interiorità, non verso l’esterno.
  • Liberarsi dai falsi schemi mentali e culturali, divenendo il vero artefice, il responsabile della propria esistenza.
  • Liberarsi da una vita di costrizioni, di rimpianti e di scelte non fatte o errate.
  • Cambiare! Ma davvero, non a chiacchiere. Essere flessibili, cercando di dare priorità ad una vita piacevole, ma fondata sulla Consapevolezza, non sullo stordimento dei sensi.
  • Comprendere e sfruttare in maniera sana il proprio corpo e la propria mente.
  • Risvegliarsi. Mettere piacevolmente in discussione ogni cosa, con una mente aperta ed accogliente.
  • Godere in maniera sana di se stesso, ma anche degli altri.
  • Realizzare il desiderio di interdipendenza (QUI ti spiego cos’è), con tutti gli altri esseri viventi.
  • Realizzare un mondo davvero migliore, da lasciare ai propri figli ed alle future generazioni. Insegnando loro i valori di sensibilità, empatia, fratellanza, unità, correttezza, trasparenza, solidarietà.

Questa è la vera natura dell’essere umano, non la vita fondata sulle compulsioni.

Tu sei al 100% responsabile della tua vita.
Tu sei al 100% responsabile del mondo in cui vivi.
Tu sei al 100% responsabile del tuo futuro.
Tu sei al 100% responsabile del futuro dei tuoi figli e delle generazioni a venire.

 

Hai mai pensato di essere anche tu responsabile del futuro di tutti noi? Parlamene giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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