• 21
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

felicita

Cosa desideriamo tutti ardentemente? serenità, felicità, pace, amore.
Eppure della vita interiore, quella “vera” non sappiamo niente. Confondiamo la nostra “vita”, con quello che c’è intorno a noi. Confondiamo la vita con l’ambiente in cui viviamo: lavoro, famiglia, relazioni.

Sprechiamo tutta la nostra esistenza per acquisire degli “accessori”: la casa, la macchina, l’abbigliamento, i soldi, il potere, il successo.
Ma nulla sappiamo del “processo” dell’esistenza. Non siamo per niente interessati a comprendere cosa è realmente la “vita”.

Questo continuo identificarsi con ciò che è esterno a noi, crea lentamente un profondo senso di frustrazione.
In questo modo cominciamo a combattere contro noi stessi.
Cresce la frustrazione e si trasforma in stress, in ansia, in rabbia, in depressione.
Quando infine realizziamo (perchè, prima o poi, quasi tutti raggiungiamo questa evidenza), che noi non siamo questo illusorio mondo esterno (vedi il famoso “velo di Maya”), improvvisamente tutto crolla.

 

Facciamo una piccola pausa.
Un piccolo esercizio di respirazione ed una breve meditazione, per raggiungere una maggiore “chiarezza mentale“:

  • Respiriamo lentamente dal naso;
  • Liberiamo la mente;
  • Continuiamo a respirare;
  • Inspiro e sono vivo, espiro e mi rilasso.
  • Continuiamo così per alcuni cicli di inspirazione ed espirazione.

Creare le basi per raggiungere uno stato di serenità e di beatitudine, significa scendere in noi stessi ed approfondire la nostra natura interiore.

Noi percepiamo ogni cosa che ci circonda ed in realtà anche noi stessi, attraverso le sensazioni. Le sensazioni vengono filtrate e rielaborate dal nostro cervello e creano un mondo, che intellettualmente consideriamo valido e reale.

Tutto qui. Per la maggior parte delle persone la storia finisce qui.

Quello che conta è solo quello che ci circonda, ossia l’avere anzichè l’essere; anche il nostro corpo dunque non è altro che un oggetto, che possediamo.

 

E se non fosse così. Facciamo un esempio. Se con una mano tocco il mio braccio o la mia gamba, le sensazioni del tatto mi forniscono un limite, un “confine” di quello che io considero il mio corpo. Lo stesso avviene quando tocco un oggetto, un’altra persona e così via. Tutti confini creati dalle sensazioni.

Se per un istante riuscissimo ad abbandonare l’idea che tutto ciò che esiste è solo un “prodotto intellettuale”. Come si dice nello zen, se riuscissimo a far “cadere il corpo e la mente”, il limite sarebbe abbattuto. Non ci sarebbero più confini. L’idea di se stesso come individualità si espanderebbe all’infinito e ci si unirebbe all’intero cosmo. In questo modo è possibile fare l’esperienza di andare oltre se stessi ed includere tutti gli altri.

Non è meravigliosa questa possibilità?

Lo so, lo so, a questo punto molti inizieranno a pensare che queste sono solo speculazioni filosofiche, senza alcuna utilità pratica.
Ecco, qui sta il punto.
L’utilità pratica di tutto ciò è portare il concetto di “misticismo” (attenzione non parliamo affatto di religione), nella vita di tutti i giorni, per cominciare a vivere davvero.
Non è utopia.
Questa è realtà.
Una realtà differente da quella che ci hanno messo in testa ed alla quale ci siamo assuefatti e che spesso tristemente trasciniamo giorno dopo giorno.

Vi sembra poco?

Svegliarsi dall’ignoranza, cioè dal “sonno” di una falsa esistenza materialista. Uscire dagli schemi e dagli automatismi della vita quotidiana, per assaporare il proprio sè.

Vi sembra poco?

Vi sembrano speculazioni filosofiche?

Posso dirvi, che fino a qualche anno fa, anche io pensavo fosse così.

Ero totalmente “assorbito” dalla quotidianeità e dall’avere.

Vivevo in un “sogno” (o forse sarebbe meglio dire un incubo) di materialità, di illusione, di attaccamento.

Oggi è totalmente diverso, mi interessa solo “essere”.
Ho finalmente compreso che, la “fonte” della vera esistenza è dentro me stesso e la pratica della meditazione è il fondamento di questa consapevolezza.
Incontrare questa parte profonda di me, mi ha condotto a poter fare esperienza di unione con tutti gli esseri viventi.
Questo è lo zen.
Questo è il concetto di “amore universale”.
Questa è la sola via per poter raggiungere la serenità, la felicità, la pace.

SempliceMenteZen: una storia

La voce della felicità

Dopo la morte di Bankei, un cieco che viveva accanto al tempio del maestro disse a un amico: «Da quando sono cieco, non posso osservare la faccia delle persone, e allora devo giudicare il loro carattere dal suono della voce. Il più delle volte, quando sento qualcuno che si congratula con un altro per la sua felicità o il suo successo, afferro anche una segreta sfumatura di invidia. Quando uno esprime il suo rammarico per la disgrazia di un altro, sento il piacere e la soddisfazione, come se quello che si rammarica sia in realtà contento che nel suo proprio mondo ci sia ancora qualcosa da guadagnare. La voce di Bankei, però, sin dalla prima volta che l’ho sentita, è stata sempre sincera. Quando lui esprimeva la felicità non ho mai sentito null’altro che la felicità, e quando esprimeva il dolore, il dolore era l’unico sentimento che io sentissi».

 

Se vuoi approfondire il concetto di Felicità ne parliamo QUI

Cosa ne pensi del concetto di interiorità, come fonte della tua felicità? Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

  • 21
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •