• 23
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

desideri

Cosa desideri? chiede il genitore al bimbo:
le caramelle? pane e cioccolata? il giocattolo nuovo? il videogioco nuovo?
Ma il bimbo vuole tutto e subito.
Cosa desideri? chiede l’adulto a se stesso.
L’ultimo modello di smartphone? La macchina più accessoriata? La casa più bella? Il cibo più buono? Più sesso? Più potere? Più successo?
Ma l’adulto vuole tutto e subito.

I nostri comportamenti non sono molto differenti da quelli di un bambino.

Abbiamo un tetto sulla testa, del buon cibo, siamo in salute: tutto questo potrebbe bastarci? In fin dei conti non ci servirebbe altro per vivere bene.

Invece no, assolutamente no. L’essere umano oggi è costantemente insoddisfatto e vuole sempre di più.

Viviamo nella nostra società occidentale, dove il benessere è largamente diffuso. I generi di consumo sono ampiamente disponibili, ogni sorta di gadget è a nostra disposizione.Tutti non facciamo altro che identificarci solo con desideri compulsivi. Dobbiamo avere tutto e subito.

Chiediamoci ora: ma siamo una società felice?

Stranamente lo stress, la rabbia e la depressione sono diventati una vera piaga sociale.

Cosa sta succedendo? perchè nonostante un diffuso e pervasivo benessere (esteriore), non corrisponde un pari aumento della felicità?

In una situazione normale un bambino salta allegro, gioca, sorride centinaia di volte al giorno, non ha praticamente mai sentimenti negativi, non sa cosa sia il risentimento. Non si sofferma su ricordi tristi, ne vive il futuro con preoccupazione, vive la sua vita costantemente concentrato ed immerso nel momento presente. E’ una vita felice, che dovrebbe essere davvero soddisfacente. Il bambino non dovrebbe avere altri desideri.

Perchè allora chiede sempre di più?

 

Il bambino, nella nostra società, viene costantemente bombardato dalla pubblicità, dalla tv, dai vari media, da schemi mentali artificiosi.

La società consumistica in cui viviamo lo abitua lentamente a focalizzarsi sul possedere non a restare nel suo stato naturale di “Essere”. E’ una questione di schemi mentali inculcati .

Possedere = Felicità.

Noi non siamo molto differenti dai bambini, perchè subiamo gli stessi condizionamenti culturali.

Sempre più ci allontaniamo da ciò che è dentro di noi e ci dirigiamo verso ciò che è esterno a noi.

Pensiamo che la nostra società consumistica, fondata sul possedere, sia il paradiso. Ma il paradiso e l’inferno non sono luoghi fisici, sono come noi ci “rappresentiamo” interiormente la nostra esistenza esteriore.

Bisogna dunque fare molta attenzione a non confondere l’ambiente in cui viviamo, con la nostra esistenza reale. La “sorgente” della nostra vita è tutta dentro di noi, non nel mondo che ci circonda.

Facciamo un pò di riflessioni.

Noi percepiamo la realtà fenomenica, ovvero quella che definiamo realtà esterna, attraverso i nostri 5 sensi (vista, udito, olfatto, tatto, gusto). Tuttavia non sappiamo quale sia veramente la realtà, perchè i sensi trasmettono delle sensazioni che il nostro cervello rielabora in base a schemi mentali appresi nel tempo.

La realtà però, potrebbe essere totalmente differente da come la percepiamo.

Noi rielaboriamo la realtà in base a ciò che ci è stato inserito nella mente sin da quando siamo nati. Si percepiscono le cose in maniera differente a seconda del luogo dove si è cresciuti, della educazione ricevuta, della formazione ricevuta, delle convenzioni definite da altri e trasferite lentamente nella nostra mente.

Tutti schemi mentali tramandati di generazione in generazione, che noi abbiamo assorbito senza possibilità di valutazione.

In questa ottica la realtà non offre certezze, è solo una “illusione” tramandata nel tempo.

Fermatevi a riflettere su questa questione. Perchè la base del “risveglio di un essere umano” passa per questa, tutto sommato, semplice presa di coscienza.

La realtà è una nostra rappresentazione mentale: potrebbe essere tutt’altra cosa. Non è fantascienza, anzi direi che questo che stiamo affermando è scienza.

Quando finalmente riusciremo a spostare il centro della nostra esistenza dal mondo  esteriore, che non può fornirci certezze a quello interiore che è il “centro stabile”, tutto cambierà.

Ci si rivolge ai medici per farci curare dalle malattie del benessere (obesità, diabete, pressione alta, problemi cardiologici etc.), ai psicologi per farci curare molteplici problematiche psicologiche (nevrosi, stress, ansia, rabbia, depressione, etc.). Ma quando riusciremo a capire che così stiamo solo alleviando i sintomi, ma non stiamo curando la malattia di fondo?

Se dentro di noi c’è l’inferno, il mondo che creiamo intorno a noi sarà l’inferno.

Cosa possiamo fare allora? molto.

  • Risvegliarci dalla vita vissuta in automatico e dalla inconsapevolezza.
  • Prendere coscienza che la “sorgente” della vita è dentro di noi.
  • Liberarci dai desideri compulsivi di un illusorio mondo esteriore.

Per attuare questi tre punti e per imboccare il sentiero della consapevolezza è necessario, come primo passo, cominciare con la meditazione.

Se non ci credi, prova, vedrai che la pratica ti condurrà alla “centratura” e questo getterà nuova luce su ogni cosa. Dentro di te e nel mondo che ti circonda.

UNA STORIA

Accadde un giorno che, un religioso occidentale volesse incontrare un mistico, per ottenere delle risposte esistenziali. Andò fino in India e salì con grande fatica su un monte, dove c’era uno Yogi. Arrivò al suo cospetto e lo vide che era seduto in meditazione con gli occhi chiusi. Si prostrò più volte e chiese al mistico: ”Cos’è la vita?”. Il mistico aprì gli occhi, sorrise e col volto beato disse:”La vita è leggera come il profumo di un gelsomino, portato via dal vento in una sera d’estate”. Il religioso lo guardò stizzito e disse: ”No, no! assolutamente no, la nostra religione dice che la vita è disperazione, infelicità, sofferenza terrena”. Lo Yogi lo guardò seraficamente e disse: “Va bene, come vuoi, allora questa è la tua vita!”

Cosa ne pensi dei desideri compulsivi e del consumismo? Dimmelo giù nei commenti

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

  • 23
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •