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stress

Lo stress non dipende da ciò che facciamo; piuttosto dal modo in cui viviamo la nostra quotidianità. Gestire la famiglia, gestire gli affari ed il lavoro, dovrebbero essere attività che, fornendo un grande valore alla nostra esistenza, non dovrebbero produrre stress. Dunque è necessario chiedersi: la vita che stiamo vivendo è quella che realmente desideriamo?

Abbiamo scelto noi cosa fare nella nostra vita, ma soprattutto chi essere?

Lo stress arriva quando non facciamo quello che realmente vogliamo. E’ una risposta patologica a quello che, consapevolmente o inconsapevolmente, non vorremmo fare.

Fare ciò che dona valore alla nostra vita, se lo percepiamo in questo modo, non ci stressa. Lo stress ci attanaglia quando, non sapendo gestire il nostro corpo e la nostra mente, prendiamo una direzione di vita errata.

Una storia può chiarirci il concetto:

Ci sono tre operai in un cantiere che spaccano pietre.

Un passante li osserva e chiede al primo:
“Che stai facendo?”
L’operaio risponde sgarbato: “Non vedi? sei cieco? Spacco pietre tutto il giorno, sotto il sole. E’ un lavoro da cani.”

Poi chiede al secondo operaio:
“Che stai facendo?”
Questi indifferente risponde: “Spacco pietre, è un lavoro duro. Ma lo devo fare, è un modo per riempire la pancia.”

Infine chiede al terzo operaio:
“Che stai facendo?”
L’operaio allegro risponde: “E’ un lavoro bellissimo, intaglio pietre per costruire questo tempio meraviglioso. Sono davvero orgoglioso di contribuire alla sua costruzione”.

Dunque non dobbiamo parlare di come battere lo stress, ma dobbiamo chiederci, come abbiamo costruito la nostra esistenza.

Il sentiero che stiamo percorrendo, è quello che davvero volevamo intraprendere?

Oggi definiamo stress tutto quello che, in realtà, ci causa disagio.

La società in cui viviamo, ci impedisce di fermarci e chiederci cosa stiamo facendo, dove stiamo andando.

 

Lo schema mentale secondo il quale tutti dobbiamo avere successo, tutti dobbiamo arricchirci è soltanto uno degli scenari possibili.

I ricchi sono felici? dipende. Non sono i soldi in se che conducono alla felicità, ma sono le attività che svolgiamo, magari anche per arricchirci se lo riteniamo importante, che possono renderci felici. Se abbiamo scelto e facciamo un lavoro che ci piace, possiamo farlo anche 20 ore al giorno, tutti i giorni, non ci sentiremo stressati, anzi saremo felici, orgogliosi di ciò che facciamo.

Lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi nel 1975, introdusse una interessante teoria, il concetto di flusso (flow).

Cosa significa?

Possiamo dire che sia una sorta di ricetta, relativamente semplice, per svolgere attività in maniera felice.

Quando le attività che svolgiamo ogni giorno individuano i fattori di seguito elencati, entriamo in una cosiddetta “esperienza di flusso”, cioè siamo totalmente assorbiti dall’esperienza e non ci pesa farlo:

  1. Obiettivi chiari: le aspettative e le modalità di raggiungimento sono chiare.
  2. Concentrazione totale sul compito: un alto grado di concentrazione in un limitato campo di attenzione (la persona non ragiona su passato e futuro ma solo sul presente).
  3. Perdita dell’autoconsapevolezza: il soggetto è talmente assorto nell’attività da non preoccuparsi del suo ego.
  4. Distorsione del senso del tempo: si altera la percezione del tempo. Non si rende conto del suo scorrere.
  5. Retroazione diretta e inequivocabile: l’effetto dell’azione deve essere percepibile dal soggetto immediatamente ed in modo chiaro.
  6. Bilanciamento tra sfida e capacità: l’attività non è né troppo facile né troppo difficile per il soggetto.
  7. Senso di controllo: la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dominare la situazione.
  8. Piacere intrinseco: l’azione dà un piacere intrinseco, fine a se stesso (esperienza autotelica).
  9. Integrazione tra azione e consapevolezza: la concentrazione e l’impegno sono massimi. La persona è talmente assorta nell’azione da fare apparire l’azione naturale.

(Fonte: wikipedia)

Se poniamo attenzione possiamo notare che, ad esempio, tali attività sono tipicamente quelle degli artisti, degli atleti, degli artigiani, ma anche di chi svolge lavori di utilità sociale e così via. Ma non solo.

Qualsiasi attività può dare significato alla vita di una persona, se non viene visto come un’imposizione o un dovere al quale non ci si può sottrarre. Se stiamo facendo un’attività che ci piace e che ci assorbe totalmente, non abbiamo altri pensieri, il tempo passa e noi non ce ne rendiamo neanche conto, in questo caso l’attività di certo non ci stressa.

Tutto questo non vale solo per il lavoro. Anche costruirsi una famiglia deve essere una scelta ponderata con attenzione. Vivere la condizione familiare come una condizione di continuo stress, indica che non abbiamo imboccato la strada giusta.

Quando questa condizione diventa un inferno per noi, dobbiamo riflettere anche con attenzione, sulle conseguenze che si riflettono su chi ci sta intorno.

Liberiamoci definitivamente dall’ignoranza. Dove per ignoranza intendiamo il non conoscere noi stessi. Non conoscere la nostra mente ed il nostro corpo, i nostri desideri veri, non quelli costruiti ad hoc nella nostra testa da altri e dalla società in cui siamo cresciuti.

Quando non facciamo ciò che realmente desideriamo il corpo, la mente e le nostre energie inizieranno a lavorare contro di noi.

Prima cercheranno di inviarci dei segnali quali l’ansia e lo stress, poi se insistiamo a creare delle forzature, questi tenteranno di distruggerci fisicamente e mentalmente.

Arriveremo al punto che diventeranno dei nemici di noi stessi.

Inizieranno le nevrosi, la depressione, l’abbassamento delle difese immunitarie, le malattie croniche.

 

 

Lavorare su se stessi e sul proprio benessere significa accordare, creare equilibrio tra corpo, mente, energie e desideri.

Questo è molto più importante di costruirsi una famiglia, di fare i soldi, di avere successo e di qualsiasi altra cosa.

Quando tutti gli elementi sono in equilibrio e scorrono nello stesso fiume di consapevolezza, la vita si trasforma in un’esperienza straordinaria e felice.

Se vuoi approfondire le tue conoscenze sullo stress clicca QUI

Sei d’accordo sul fatto che lo stress ha origine dal vivere una vita che non hai scelto? Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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