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Maha Shivaratri è una festività indù celebrata ogni anno in segno di riverenza nei confronti del dio Shiva. È il giorno in cui Shiva è stato sposato alla Dea Parvati.

Il festival, anche popolarmente conosciuta come ‘Shivaratri‘ (scritto come Sivaratri, Shivaratri , Sivarathri e Shivarathri) o ‘grande notte di Shiva‘, segna la convergenza del dio maschile con la sua paredra Shakti. (Fonte: Wikipedia).

La celebrazione di Shivaratri, significa “notte dedicata a Shiva“, e segna il solstizio di primavera. In questo momento pare che il dio si sia manifestato sottoforma di Lingam di fuoco e luce.

In prossimità di questa data si prepara una congiunzione planetaria particolare. Per questo motivo le pratiche spirituali che vengono realizzate nella giornata sono considerate di buon auspicio e soprattutto portatrici di effetti benefici per corpo e mente.

Shiva e Parvati rappresentano il matrimonio mistico, cioè il ritrovamento e la ricongiunzione con il nostro vero essere. Esso è l’unica fonte di reale beatitudine in quanto libera dalla sofferenza e ignoranza dentro la quale è condannata la vita dell’uomo.

Secondo le antiche prescrizioni, ognuno in questa notte dovrebbe fare un bagno purificatore per l’anima. Accendere incensi affinché il loro profumo possa purificare gli spazi nei quali ci troviamo e nel contempo liberare la nostra mente.

Quindi accendere una candela o un lume che vegli tutta la notte simboleggiando la conoscenza e la nostra attenzione. Offrire foglie della pianta sacra di bilva alla divinità o ad un simbolo che la rappresenti, come ad esempio in India è lo Shivalingam, e recitare il mantra del Dio: Oṃ namaḥ Śivaya.

Cosa Significa Oṃ namaḥ Śivaya

Oṃ: La sacra sillaba Oṃ o Aum, il suono primordiale, considerato il mantra per eccellenza, viene usato come prefisso nella maggior parte dei mantra induisti per potenziarne gli effetti benefici.

Namaḥ: In sanscrito, namah significa letteralmente “arrendersi”, “abbandonarsi”; indica in senso lato l’atteggiamento di resa totale del devoto nei confronti della Divina Volontà. È un termine usato in molti mantra e bhajan.

Śivaya: Nell’articolato pantheon induista, Śiva è la terza Persona della Trimurti (il triplice aspetto del Divino: creazione, preservazione e dissoluzione), all’interno della quale si distingue per essere il distruttore del falso, dell’ignoranza, dell’ego, delle cattive tendenze. Tuttavia, essendo l’Induismo molto vicino all’enoteismo, nello Śivaismo l’aspetto ultimo di Dio assume la forma dello stesso Śiva; così, questo mantra è considerato dallo Śivaita il più completo e potente in assoluto.

Si riporta come esempio uno dei bhajan shivaiti più famosi, in cui il mantra Oṃ namaḥ Śivaya viene celebrato come l’invocazione ideale per esprimere la propria devozione e resa a Dio:

Bolo Bolo Sabmil Bolo Om Namah Śivaya
Om Namah Śivaya Om Namah Śivaya
Bolo Bolo Sabmil Bolo Om Namah Śivaya
Jutajata Men Ganga Dhari
Trishula Dhari Damaru Bhajaye
Dama Dama Dama Dama Damaru Bhaje
Gunja Utha Om Namah Śivaya
Om Namah shivaya
Om Namah Śivaya
Hari Om Namah Śivaya
Cantiamo, cantiamo insieme “mi arrendo a Te, Śiva”
Mi arrendo a Te, Śiva, mi arrendo a Te, Śiva,
Cantiamo, cantiamo insieme “mi arrendo a Te, Śiva”
Dai cui folti capelli sgorga il fiume Gange
Cantiamo con il tamburo a Colui che regge il tridente
Cantiamo insieme al continuo suono del tamburo
La cui eco si propaga nell’universo: mi arrendo a Te, Śiva
Mi arrendo a Te, Śiva
Mi arrendo a Te, Śiva
Mi arrendo a Te, Signore

 

Alcuni suggerimenti di libri da leggere:

  • Capire l’induismodi Vasudha Narayanan (Autore), Giovanna Salvia (Traduttore)
  • L’essenza della Bhagavad Gita” di Paramhansa Yogananda e Swami Kriyananda
  • I Veda. Mantramanjari” di Raimon Panikkar

Alcune Fonti ed ispirazioni: Portale induismo di Wikipedia, amitaba.net, hinduism.it

Massimiliano Farucci

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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