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365giornizen

“Molti si accostano allo zazen con l’idea che sarà piacevole e confortevole. Ma lo zazen offre momenti che sono tutto salvo che confortevoli. Il semplice sedere nel momento presente sgretola le pareti protettive della struttura egoica, e il risultato è confusione e sofferenza. Sperimentare fisicamente la confusione e il dolore, invece di evitarli, è la chiave per la libertà. Dobbiamo abbracciare la pena, farne la nostra migliore amica, e con il suo aiuto sbocciare alla libertà.”
(Charlotte Joko Beck, Zen quotidiano)

Abbandonare l’Ego, per scoprire la “Vera Natura del Sé“, è un processo lungo e difficile. Sedere in Zazen è una pratica che si basa sul coraggio, l’apertura mentale, la determinazione. Conquistare la libertà richiede uno sforzo per superare confusione e dolore.

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Gassho

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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