Restare Faccia A Faccia Con La Paura

2017-11-16T15:25:39+00:00Categories: Paura|Tags: , , , , , , |
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paura

Tutti abbiamo paura. Anche quando non ce ne rendiamo conto. La paura determina l’andamento della nostra esistenza. In particolare quanto più ci troviamo vicini alla Verità, tanto più abbiamo la necessità di fermarci e confrontarci con le nostre paure più profonde.

La paura è una risposta naturale, fisiologica al nostro cercare di sottrarci all’ignoto. Tuttavia non è possibile andare oltre, se non si ha il coraggio di fare quel passo in più verso l’abisso o il “paradiso”. Solo così è possibile crescere.

La nostra tendenza di fronte a ciò che non conosciamo è sottrarci, fuggire o combattere. E’ una reazione radicata nella parte più profonda ed antica della nostra mente. Questa aiutava gli uomini primitivi a sopravvivere, a sottrarsi ai pericoli immediati, come un animale feroce.
Oggi però la vita è completamente cambiata. Tutto è più complesso ed anche se i pericoli immediati sono diminuiti drasticamente, la nostra mente è sempre in conflitto con cose, situazioni, persone. Di certo la paura determina la qualità della nostra vita.


La capacità di reagire, di combattere viene sempre più frustrata, poichè non riusciamo neanche più a comprendere quale sia il “vero pericolo”. Percepiamo una sensazione inesprimibile di ansia e di stress continuo, senza capire quale ne sia la causa. Quasi sempre il pericolo maggiore, oggi, siamo noi stessi.

Il nostro ego, continuamente vuole prevalere sugli altri, creando competitività malsana, gelosia, prevaricazione, non accettazione, separazione.

Eppure la nostra reale natura interiore non è così, poichè in fondo tutti siamo dotati di una profonda bontà e volontà di unire, anzichè separare. Ma la paura alberga in noi ed ecco il conflitto.

Alziamo di continuo barriere per difenderci, isolarci e tenere tutti gli altri fuori. L’ego vuole da una parte difendersi, dall’altra conquistare tutto e tutti, per sentirsi superiore ed annientare i suoi rivali. Ma queste “mura”, costruite sulle fondamenta della paura, non sono altro che la nostra stessa “prigione”. Ed allora ecco che in un barlume di consapevolezza, ci rivolgiamo a qualcosa che pensiamo possa aiutarci con uno schiocco delle dita: la spiritualità.

Ma anche nel viaggio spirituale, ci confrontiamo continuamente con la paura. Saliamo su piccole barchette, piccoli gusci, per scontrarci con l’infinita vastità dell’oceano, in cerca di terre sconosciute. Quando iniziamo la pratica di meditazione, ci sembra di scoprire un meraviglioso mondo nuovo. Dove la pace, il silenzio e la quiete regnano sovrani. Poi usciamo dalla pratica, come da un sogno, ed i nostri incubi peggiori sono ancora lì a tormentarci.

Finchè la spiritualità viene considerata una “terapia”, una “cura”, non ne riceveremo nessun beneficio. Bisogna modificare il proprio approccio. La pratica non deve restare al livello della mente, non deve essere una attività intellettuale. Bensì deve aggirare l’ego e scendere in profondità.

Ma più si scende in questi luoghi sconosciuti del proprio Essere, più cresce la paura. Messi di fronte ad uno specchio, notiamo tutte le nostre “imperfezioni“, come non abbiamo mai fatto prima. Ed allora non ci resta che smettere di fuggire e cedere, restare lì con tutte le nostre paure. Osservarle, senza esprimere giudizi, accettarle.  

 

La meditazione ci aiuta ad “osservare“, senza giudicare. Quando siamo lì nel silenzio e nell’immobilità siamo nudi, con le nostre paure. Con le spalle al muro e con il terreno che ci frana sotto i piedi, non possiamo sottrarci. Possiamo solo guardare la paura dritto negli occhi fiammeggianti e dire:”Io Sono qui!”.

Lo stesso accade nella vita di tutti i giorni. Quando le sfide si fanno pressanti e tutto ci sembra essere infinitamente più grande di noi.

Il mondo sembra crollarci addosso…

Ecco! questo è il momento di tirare fuori il coraggio, sviluppato con la pratica. Questo è il momento in cui ogni insegnamento ascoltato dai maestri, ogni istante di zazen, ogni sutra letto, risuona con il nostro “Vero Sè” e ci viene in soccorso. Restiamo saldi, radicati nel nostro “centro”, osservando con compassione e consapevolezza la paura. Non ci resta che  aspettare che la bufera passi. Ogni cielo per quanto possa essere scuro, minaccioso, non resterà così per sempre, il sole è sempre presente dietro le nubi. 
Gassho

Un racconto Zen sulla paura: L’Illusione Della Paura

Letture consigliate:

  • “Se il mondo ti crolla addosso: Consigli dal cuore per i tempi difficili” di Pema Chödrön

Massimiliano Farucci

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un “cercatore“. Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato approcciando al coaching e studiando tecniche di “cambiamento personale“. E’ passato attraverso la psicologia, la mindfulness, la salute ed il benessere. Ben presto si è imbattuto nelle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Pur continuando ad approfondire le varie scuole e filosofie, ha cominciato un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli “interessanti punti comuni” tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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