Il Cane di Joshu (Racconti Zen | Koan | Haiku)

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Racconti Zen, Koan, Haiku

Il cane di Joshu (Kōan) 

Un monaco domandó a Joshu, un maestro cinese di Zen:
“Un cane ha la natura-Buddha o no?”
Joshu rispose: “Mu” 

(Mu in cinese è il simbolo negativo, che vuol dire ‘niente’ o ‘no’)

Un commento

Questo famoso Kōan del Mumonkan, indica il sublime livello di saggezza raggiunto dal Maestro, che si rifà ad un termine che non nega, né afferma, ma rivela esso stesso la natura di tutte le cose.

Tutti i fenomeni sono trasformazioni della Natura di Buddha o Natura del Dharma.
Qual’ è l’essenza di questa Natura di Buddha o del Dharma? Nel Buddhismo è chiamata ku [sunyata]. Ora, il ku non è una mera vacuità.

È ciò che è vivo, dinamico, privo di massa, mobile, trascendente l’individualità o la personalità, la matrice di tutti i fenomeni.

Con l’esperienza dell’illuminazione si comprende l’universo del ku. Questo universo – mobile, privo di massa, trascendente l’individualità o personalità – è al di fuori dell’immaginazione.

Non bisogna parlare della «Natura di Buddha» come di una cosa particolare. Tale è il significato del Mu di Joshu. Perciò è chiaro che il Mu non ha nulla a che fare con l’esistenza o la non-esistenza della Natura di Buddha, ma è la natura di Buddha stessa.

Alcuni maestri buddhisti cinesi, nonché quelli appartenenti alla scuola buddhista giapponese Tendai avevano affermato l’universalità della natura di Buddha: quindi anche gli alberi o i cani la possedevano. Rispondere “no” a questa domanda avrebbe significato negare la loro saggezza, mentre dire “sì” sarebbe sembrato seguire acriticamente e pedissequamente i loro insegnamenti.

La risposta di Joshu è stata quindi interpretata come né negare né affermare, né non negare, né non affermare. In altre parole, le risposte ‘sì’ e ‘no’ risultano al contempo sia giuste che sbagliate.

Commento di Mumon:

Per realizzare lo Zen bisogna oltrepassare la barriera dei patriarchi.
L’illuminazione viene sempre dopo che la strada del pensiero è bloccata. Se non superate la barriera dei patriarchi, o se la vostra strada del pensiero non è bloccata, qualunque cosa pensiate, qualunque cosa facciate è come uno spettro che vi intralci. Domanderete: “Che cos’è la barriera di un patriarca? E’ questa sola parola Mu”.

Questa è la barriera dello Zen. Se voi superate, vedrete Joshu faccia a faccia. Allora potrete lavorare mano nella mano con l’intero lignaggio dei patriarchi. Non vi sembra una bella cosa?

Se volete superare questa barriera, dovete lavorare con tutte le ossa del vostro corpo, con tutti i pori della vostra pelle, colmi di questa domanda: “Che cos’è Mu?” e tenerla dentro di voi giorno e notte.
Non crediate che sia il consueto simbolo negativo che significa niente. Non e’ il nulla, il contrario dell’esistenza.

Se volete veramente superare questa barriera, dovete sentirvi come se beveste una palla di ferro rovente che non potete né inghiottire né sputare.
Allora la minore conoscenza che avevate prima scompare. Come un frutto che matura al tempo giusto, la vostra soggettività e la vostra oggettività diventano naturalmente una cosa sola.
E’ come un muto che abbia fatto un sogno. Lui sa che cosa ha sognato, ma non può raccontarlo.

Quando egli entra in questa condizione, il guscio del suo io si spacca, e lui può scuotere il cielo e muovere la terra. E’ come un grande guerriero dalla spada affilata. Se un Buddha sta sulla sua strada, lui lo abbatte; se un patriarca gli oppone un ostacolo, lui lo uccide; e a suo modo sara’ affrancato dalla nascita e dalla morte.

Potrà entrare in qualunque mondo come se fosse il suo campo di gioco. Come potrete riuscirci anche voi ve lo dirò con questo koan:
Concentrate tutta la vostra energia in questo Mu, e non concedetevi la minima interruzione.
Quando sarete entrati in questo Mu e non ci saranno interruzioni, ciò che avrete ottenuto sarà come la candela che arde e illumina l’intero universo.

Cos’è un Kōan?

Il Kōan è un termine proprio del Buddhismo Zen. Questo termine indica lo strumento di una pratica meditativa. Consiste in una sorta di indovinello, una affermazione paradossale o un racconto usato per aiutare la meditazione e quindi “risvegliare” una profonda consapevolezza. La soluzione dunque non è mai intellettuale, anzi spesso non c’è alcuna soluzione, ma rappresenta uno strumento per agevolare una intuizione (insight). Di solito narra l’incontro tra un maestro e il suo discepolo nel quale viene rivelata la natura ultima della realtà.

Se vuoi leggere altri koan, racconti zen o haiku clicca QUI.

(Fonti: “La porta senza porta” – Mumon, commenti di Yasutani-Roshi, Wikipedia)

 

Massimiliano Farucci

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un “cercatore“. Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato approcciando al coaching e studiando tecniche di “cambiamento personale“. E’ passato attraverso la psicologia, la mindfulness, la salute ed il benessere. Ben presto si è imbattuto nelle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Pur continuando ad approfondire le varie scuole e filosofie, ha cominciato un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli “interessanti punti comuni” tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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