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Cosa significa bodhisattva (giapp. bosatsu)?
In sanscrito significa “Essere (sattva) illuminazione (bodhi)
“.

La figura del bodhisattva, è presente nelle varie tradizioni del Buddhismo.
Secondo il Buddhismo Mahāyāna (Zen), lo stato di buddha può essere conseguito da qualsiasi “essere senziente”, possedendo ogni “essere senziente” la “natura di buddha”.

Chiunque pronunci con sincerità il voto di bodhisattva (praṇidhāna) è un bodhisattva (Vedi “I Quattro Voti del Bodhisattva”). Col prosieguo del tempo e grazie alla costante pratica delle pāramitā (perfezioni), può realizzare la piena “buddhità” e divenire esso stesso un buddha perfettamente illuminato.

La scelta di divenire un bodhisattva, passa per la liberazione di tutti gli esseri senzienti. La dottrina Buddhista della vacuità, insegna infatti, che non c’è alcun fenomeno separato dall’altro, pertanto non vi può essere alcuna “liberazione” individuale, tutti realizzeranno la “bodhi”.

Il percorso di perfezionamento spirituale caratteristico del Buddhismo Mahāyāna (Zen) è indicato come “Via del bodhisattva“.

L’ingresso in questa “Via” si intraprende nel momento in cui il praticante realizza per la prima volta l’aspirazione a conseguire l’Illuminazione” (bodhicitta), pronuncia il voto del bodhisattva (praṇidhāna) a favore di tutti gli esseri senzienti, si impegna a praticare le “perfezioni” (pāramitā) e a rispettare i “precetti” (bodhisattvasaṃvara).

Le sei pāramitā:

  1. Dāna: generosità, disponibilità;
  2. Śīla: virtù, moralità, condotta appropriata;
  3. Kṣanti: pazienza, tolleranza, sopportazione, accettazione;
  4. Vīrya: energia, diligenza, vigore, sforzo;
  5. Dhyāna: concentrazione, contemplazione;
  6. Prajña: saggezza, comprensione;

 

I dieci precetti maggiori:

  1. Non uccidere;
  2. Non rubare;
  3. Non mentire;
  4. Non coltivare desideri lascivi, non essere perversi;
  5. Non ubriacarsi, non assumere droghe;
  6. Non criticare, non sparlare;
  7. Non vantarsi, non sminuire gli altri;
  8. Non essere avari, avidi;
  9. Non conservare risentimenti;
  10. Non insultare i Tre Gioielli (Buddha, Dharma, Sangha).

Lungo questo meraviglioso viaggio intrapreso, ci faremo accompagnare dalla fresca brezza di alcune pratiche di Tokmé Zongpo, di tradizione tibetana, che si integrano in maniera sublime con le “perfezioni” ed i precetti.

INTENZIONE

Il buddha pienamente risvegliato, fonte di gioia e benessere
Nasce quando padroneggi la nobile via.
Poiché la padronanza dipende dal saper praticare,
Ora spiegherò la pratica di tutti i bodhisattva.
(Tokmé Zongpo)

Nella foto in alto, la figura del bodhisattva Avalokiteśvara (giapponese Kannon, Kwannon, anche Kanzeon) che è, nel Buddhismo Mahāyāna, il “bodhisattva della grande compassione“.

“La Via del bodhisattva”, continua a leggere QUI.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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