Cos’è lo ZEN?

2017-08-02T10:10:19+00:00Categories: ZEN|Tags: , , , |
  •  
  • 88
  •  
  •  
  •  
  •  

zen

Per quanto lo ZEN faccia strettamente parte della più antica tradizione Buddhista, in molti ne apprezzano la freschezza e la modernità. Sempre nuovo, rinasce in ogni istante ed è capace di adattarsi ai tempi ed alle persone.

Lo ZEN non è una religione, non è una teoria, non è un ragionamento, non è una conoscenza intellettuale, ma è una pratica: ZAZEN (Meditazione).
Poichè lo ZEN è semplicemente sedersi, nella immobilità.
Concentrazione e sforzo per il raggiungimento del vero sé. Un percorso per radicarsi nel “Centro”. Senza mortificazioni, senza pratiche ascetiche, solo il reale accesso alla pace ed alla libertà.

In tempi in cui l’azione è continua e non vi sono istanti di riflessione, lo ZEN cerca il silenzio e l’immobilità, per trascendere la propria natura egoica. L’autentica rivoluzione, orientata verso la propria interiorità, è generata dalla pratica dello ZEN, una saggezza profonda, che non può essere afferrata solo col pensiero logico.

Lo spirito con cui deve essere intrapreso Zazen è Shikantaza (giapp.) Letter. “stare seduti e basta“.
Questa forma di Zazen consiste nel fare a meno di ogni supporto esteriore alla meditazione, a differenza di quello che accade ai principianti, i quali possono aiutarsi contando le loro inspirazioni o meditando su un kōan.
Secondo Dōgen Zenji, shikantaza è uno stato caratterizzato da un’attenzione sostenuta, viva e libera da ogni pensiero che non si fissa su alcun oggetto e non si attacca ad alcun contenuto.
Costituisce la forma più pura e più elevata di Zazen.

“Non avete bisogno di incenso o preghiere
o invocazioni del nome di Buddha,
o di confessioni o scritture sacre.
Sedetevi e meditate.”

(Dōgen Zenji)

 

I Fondamenti dello Zen

La dottrina buddhista Zen si fonda, come lo stesso Buddhismo Chán da cui strettamente deriva, sul rifiuto di riconoscere autorità alle scritture buddhiste (sutra). Questo non significa che lo Zen rigetti le scritture buddhiste. Anzi, alcune di esse come il Sutra del Cuore, il Vimalakīrti Nirdeśa Sūtra o lo stesso Laṅkāvatārasūtra, sono spesso utilizzate durante le funzioni religiose e nella formazione dei discepoli.

L’unica autorità che il Buddhismo Zen riconosce e su cui fonda il proprio insegnamento è tuttavia la particolare esperienza che viene indicata come satori o go, “Comprensione della Realtà” o anche kenshō, “guardare la propria natura di Buddha” ovvero “attualizzare la propria natura ‘illuminata‘”.

Questa esperienza non viene semplicemente identificata come “intuizione” quanto piuttosto come una esperienza improvvisa e profonda che consente la “visione del cuore delle cose” la quale risulta essere identica alla “natura di Buddha” (busshō). Tale “natura di Buddha” è la natura di tutta la realtà, del cosmo e del Sé e corrisponde alla stessa vacuità ( ) indicata dall’Ensō , un simbolo dalla forma circolare tra i più significativi dello Zen.

Collegate a tale dottrina è possibile trovare numerose pratiche appartenenti a campi eterogenei. Origine e fondamento delle arti e della cultura, lo Zen ispirò la poesia (haiku), la cerimonia del tè (cha no yu o chadō), l’arte di disporre i fiori (ikebana), l’arte della calligrafia (shodō), la pittura (zen-ga), il teatro (), l’arte culinaria (zen-ryōri, shojin ryōri, fucha ryōri) ed è alla base delle arti marziali (es. aikidō, karate, jūdō), dell’arte della spada (kendō) e del tiro con l’arco (kyūdō).

Obiettivo e contenuto delle dottrine Zen

Realizzare il satori il quale non corrisponde al nirvāṇa obiettivo delle scuole del Buddhismo dei Nikaya: se quest’ultimo si presenta infatti fondamentalmente come rinuncia al mondo e distacco da esso, il satori si propone una partecipazione attiva e consapevole al mondo anche se percepito nella sua dimensione di vacuità.

Lo Zen evita la speculazione intellettuale e si distingue anche dalle altre scuole buddhiste Mahāyāna per aver reso centrale la pratica meditativa (Zazen) nelle sue forme di shikantaza o accompagnata dallo studio dei kōan.

(Fonti: Wikipedia, Autore dell’articolo, Varie)

Qui ti spieghiamo come praticare ZAZEN.

Massimiliano Farucci

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un “cercatore“. Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato approcciando al coaching e studiando tecniche di “cambiamento personale“. E’ passato attraverso la psicologia, la mindfulness, la salute ed il benessere. Ben presto si è imbattuto nelle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Pur continuando ad approfondire le varie scuole e filosofie, ha cominciato un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli “interessanti punti comuni” tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

  •  
  • 88
  •  
  •  
  •  
  •