La Meditazione Zazen

2017-03-02T14:08:34+00:00Categories: Meditazione, ZEN|Tags: , , |
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zazen

Cosa significa meditare, ovvero cosa significa praticare Zazen? E per quale motivo, proprio oggi, nella nostra frenetica società, tutti dovrebbero fare tesoro di questo dono delle filosofie orientali?

Quando si ha la fortuna di incontrare, sul proprio cammino di vita, lo Zen, immediatamente ci si confronta con la meditazione Zazen.

Perchè lo Zen è fare pratica di Zazen.

 

Per noi occidentali, meditare appare come qualcosa di misterioso, di incomprensibile, di inutile.

La vita assurdamente frenetica che viviamo, è fondata sull’essere continuamente impegnati a fare qualcosa. Questo dunque non rende facile l’approccio alla pratica meditativa.

Restare nell’immobilità e nel silenzio, per un periodo di tempo più o meno lungo, per molti appare come un illogico spreco di tempo.

Tuttavia, la meditazione sta facendo breccia in molti aspetti del mondo occidentale.

Sono sempre maggiori le evidenze scientifiche dei suoi benefici e della sua efficacia contro stress, ansia, depressione. Al punto tale, da essere ormai utilizzata, ad esempio, come terapia in alcune branche della psicoterapia cognitivo/comportamentale (Mindfulness).

La meditazione Zazen però, è molto più di questo.

Nello Zen viene definito come: “sedere semplicemente” o letteralmente “stare seduti e basta (Shikantaza, giapp.), cioè il sedersi nell’immobilità, senza porsi degli obiettivi particolari.

Praticare Zazen significa “lasciar cadere la mente ed il corpo” e la propria natura egoica. Significa ricercare il vuoto, la vacuità. Concetto difficile da comprendere per noi occidentali.

Nelle filosofie orientali il vuoto non è il nulla, al contrario, rappresenta la natura accogliente e di fatto l’inizio di ogni cosa.

Quindi si smette di pensare, di concettualizzare, di essere corpo e di essere mente, semplicemente si è.

Si prende Consapevolezza della propria natura impermanente.

Lo Zazen è cercare la vita, quella vera, non più nella realtà fenomenica che ci circonda, ma in se stessi.

Dunque Zazen è vivere la vita, non vivere nella vita.

Chi riesce a percepire questa enorme differenza raggiunge il massimo grado di libertà.

 

Noi crediamo di essere i protagonisti della nostra esistenza. Ma chi riesce a risvegliarsi dal torpore dell’esistenza, comprende presto che, non siamo altro che “burattini” sulla scena di una esistenza fatta di “illusione”(velo di Maya).

Per tutta la vita siamo condizionati dagli schemi sociali, dagli schemi etici, dagli schemi mentali.

Nessuno è veramente libero.

Anche chi afferma di essere assolutamente libero da condizionamenti, inconsapevolmente mente.

Noi siamo attori secondari di un film scritto da altri.

Noi non siamo noi stessi, ma siamo il prodotto di una vita di influenze, insegnamenti, regole, obblighi.

Dunque Zazen ci libera da tutte queste sovrastrutture, riconducendoci al “Centro“, alla “Vera Essenza del Sè“.

Questo è il senso di “sedere semplicemente”.

Nel Hokyoki, il Maestro Zen Dogen Zenji afferma:

L’abate (Nyojo) ha insegnato: ‘La pratica Zazen (sanzen) è abbandono di corpo e mente. Non avete bisogno di bruciare l’incenso, di rendere omaggio, di fare nembutsu, di fare penitenza, o di leggere i sutra. Solo e soltanto di sedere con tutto se stesso.“

Per intraprendere questo viaggio è necessario fare un balzo, in un luogo sconosciuto e terribile.

Un balzo oltre l’intelletto, un balzo spirituale.

Occorre molto coraggio, perchè meditare significa prima di ogni cosa affrontare il proprio inconscio, le proprie paure, le proprie angoscie.

Significa scendere nell’abisso del proprio sè.

Significa “purificare” la mente ed il corpo.

Significa abbandonare tutto e tutti, per ritrovare “l’essenza della vita“.

Chi dopo anni di pratica, riesce a superare tutto ciò, scopre “l’Essenza Universale dell’Esistenza“.

Diventa uno con tutti gli esseri viventi, in una interdipendenza che è infinito, reciproco Amore.

Diventa sostanza immortale ed eterna di una realtà superiore.

Questo è Zazen, questo è “sedere semplicemente”.

 

Per comprendere come praticare lo Zazen, clicca QUI

 

Cosa ne pensi della meditazione zazen? Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un “cercatore“. Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato approcciando al coaching e studiando tecniche di “cambiamento personale“. E’ passato attraverso la psicologia, la mindfulness, la salute ed il benessere. Ben presto si è imbattuto nelle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Pur continuando ad approfondire le varie scuole e filosofie, ha cominciato un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli “interessanti punti comuni” tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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