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rabbia

Vi rendete conto di quanto la nostra vita e quella delle persone che ci circondano, sia pervasa da “Rabbia & Frustrazione”?

Ma sai cosa rappresentano realmente questi due stati d’animo?

La rabbia è la tipica reazione alla frustrazione, sia fisica che psicologica. Con la parola “frustrazione” si intende quella condizione per la quale l’organismo si trova ostacolato, in modo temporaneo o permanente, rispetto alla soddisfazione dei propri bisogni.

La Rabbia dunque rappresenta una reazione (verbale o un vero e proprio agire), per rimuovere un “ostacolo“.

Anticamente questo ostacolo poteva essere rappresentato da fattori pratici, quali la difficoltà di procurarsi il cibo, il proteggersi dai pericoli e dagli agenti atmosferici e così via.

Oggi ovviamente le questioni si sono complicate, perchè la frustrazione nelle nostre vite è sempre più presente, ma per motivazioni differenti.

Di certo non abbiamo più i problemi pratici, quali procurarci il cibo o proteggerci dagli agenti atmosferici, tuttavia le componenti psicologiche della frustrazione sono aumentate esponenzialmente.

Abbiamo sempre più desideri: ricchezza, possesso, prestigio personale. La caratteristica peculiare di tali desideri è quello di indurre una sempre maggiore frustrazione. L’Essere umano anche quando raggiunge buoni livelli di ricchezza, carriera, possesso, in realtà, desidera sempre di più.

La brama costante di raggiungere vette sempre più alte, può in apparenza sembrare un atteggiamento positivo. Ma si scontra purtroppo con il concetto di insoddisfazione.

Sia in chi non riesce a realizzarsi, come anche nella maggior parte di persone che invece riescono a raggiungere alti livelli di realizzazione, non c’è quasi mai appagamento.

Si desidera sempre qualcos’altro o si vuole sempre di più.

Essere sempre insoddisfatti, qualsiasi obiettivo si sia raggiunto è il peggiore dei “veleni” per la nostra mente e per la nostra esistenza.

Più si alza l’asticella del desiderio, maggiore è la frustrazione. Maggiore è la frustrazione più aumenta la rabbia.

 

A questo punto, vediamo chi possono essere i destinatari finali, contro cui può scagliarsi la nostra rabbia:

  • oggetto che provoca la frustrazione;
  • un oggetto diverso rispetto a quello che provoca la frustrazione (spostamento dall’obiettivo originale);
  • la rabbia può infine essere diretta verso se stessi, trasformandosi in autolesionismo ed auto aggressione.

Come potete capire, chiunque sia il destinatario della rabbia, una ulteriore conseguenza può essere il rischio di violenza e/o autolesionismo.

Se guardiamo alla cronaca, ci rendiamo conto di come gli atti di violenza, come conseguenza della frustrazione e della rabbia, siano ormai innumerevoli. In special modo tra i giovani. Si vuole sempre di più, sempre di più, sempre più desideri, sempre più “sensazioni forti“.

Da una parte si sono notevolmente affievoliti i “valori morali”, dall’altra sono aumentati fortemente i “desideri”, le “pulsioni”.

Il consumismo in tutto ciò, purtroppo la fa da padrone.

Inoltre non c’è più alcuna volontà di sacrificarsi per ottenere. La società che abbiamo creato, ci impone di “volere e prendere” tutto quello che desideriamo, nel minor tempo possibile e nel modo più semplice. Non ammettiamo più ostacoli all’ottenimento.

Non ci chiediamo più cosa realmente possa servirci, ma dobbiamo solo ostentare e soddisfare i nostri pseudo-bisogni.

Tutto questo solo per riempire un “vuoto interiore” ed una “mancanza di scopo di vita”, che ci attanaglia sempre più.

Cosa possiamo fare dunque per interrompere questa spirale di insoddisfazione, frustrazione, rabbia, violenza?

E’ importante, come primo passo, prendere atto (consapevolezza) del proprio malessere e della propria frustrazione.

Facciamo un breve test.

Scriviamo su un foglio di carta le risposte e cerchiamo di fare un piccolo commento alle seguenti domande:

  • Sono spesso frustrato e irritabile?
  • Quante volte, in una giornata, mi capita di essere colto dalla rabbia?
  • Tendo a dare la colpa agli altri per le mie frustrazioni?
  • Tendo a compensare la frustrazione con cibo spazzatura o altri vizi?
  • Tendo spesso a fare shopping compulsivo, solo per avere un senso di appagamento?
  • Le mie reazioni violente tendono a ferire i sentimenti degli altri?
  • Quando la frustrazione è passata, mi sento spesso frainteso?
  • Nel corso di una dura giornata di lavoro, tendo spesso a perdere la calma?
  • Quando sono deluso, tendo spesso a sentirmi indegno e a rinunciare?

Osserviamo le risposte alle domande…rileggiamole, analizziamole e cerchiamo di prendere coscienza dell’eventuale problema.

Non neghiamo l’evidenza a noi stessi.

Non diamo colpe agli altri.

Proviamo a renderci conto di cosa non stia funzionando come dovrebbe e non esitiamo in caso di bisogno a chiedere aiuto ad uno specialista. Chiedere aiuto non è un sintomo di debolezza, ma di grande responsabilità.

Perchè la frustrazione, l’insoddisfazione, la rabbia spesso covano subdolamente, come un fuoco nella cenere.

Rovinano la nostra vita e quella dei nostri cari. Nella peggiore delle ipotesi attivano reazioni violente, che possono condurre fino ad estreme conseguenze.

Ricordati che Cambiare è possibile. Ma prima di tutto bisogna volerlo.

Analisi, consapevolezza e azione…per ricominciare a vivere sereni!

 

Pensi di che sia giusto combattere la Rabbia e la Frustrazione? Hai dei suggerimenti in merito? Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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