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stress lavoro

Sempre più, in ambito aziendale, vengono impiegate pratiche di Coaching e metodologie fondate sulla Mindfulness, ovvero la presenza attenta e non giudicante, verso situazioni e persone presenti.

Questo conduce ad un miglioramento dell’empatia, dell’ascolto, delle relazioni tra persone e quindi della produttività, oltre ad una riduzione dello stress lavoro-correlato.

Cosa significa stress lavoro-correlato?

“Lo stress lavorativo viene inteso come un danno fisico e una risposta emotiva, che interviene quando le caratteristiche del lavoro non corrispondono alle capacità, risorse o bisogni dei lavoratori . Nello specifico i lavoratori soffrono di stress quando le richieste della loro attività sono eccessive e più grandi della loro capacità di farvi fronte. Oltre ai problemi di salute mentale, i lavoratori sottoposti a stress prolungato possono sviluppare gravi problemi di salute fisica come le malattie cardiovascolari o i disturbi muscoloscheletrici.”
(vedi: Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro https://osha.europa.eu/it/themes/psychosocial-risks-and-stress  – Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Stress_lavoro_correlato)

Lo stress in se non è assolutamente una malattia, anzi in condizioni normali è una risposta fisiologica, che consente sul breve periodo, di fornire performance migliori (vedi ad esempio le performance di agonismo sportivo).

Anche in ambito lavorativo, un breve periodo di stress può condurre a raggiungere più agevolmente un obiettivo. Il problema si pone quando lo stress diventa costante in un periodo medio/lungo.

I fattori di stress sono molteplici e possono derivare da problematiche gestionali, da cattiva organizzazione dei processi aziendali, da carichi di lavoro eccessivi, da pressioni psicologiche e così via. Tutto ciò conduce ad una riduzione delle performance lavorative e può portare a problematiche di tipo mentale e fisico.

Cosa significa Mindfulness?

Questo termine sconosciuto ai più, può essere tradotto come: Consapevolezza.

Il significato pratico è la presenza attenta e non giudicante, rispetto a quello che c’è, rispetto alle persone presenti ed a quello che si sta vivendo qui ed ora, in questo momento.

La Mindfulness è uno stato mentale (con ricadute fisiche positive), che viene indotto attraverso varie metodologie e pratiche. Ha origini antichissime ed è stato utilizzata dalle scuole Buddiste, Tibetane, dallo yoga, dal Tantra, dai Sufi, dai Taoisti e con modalità differenti anche dai Cristiani.

Ma niente a che vedere con la religione, o con pratiche astruse, anzi sempre più la Mindfulness, insieme con la Meditazione, con la quale va a braccetto, viene studiata e sta fornendo rilevanti risultati scientifici.

Sono fondamentali per la Mindfulness le pratiche della contemplazione del respiro, la meditazione camminata, l’analisi attenta (ovvero la consapevolezza), del proprio corpo (body-scan).

Perchè è necessario occuparsi dello stress in ambito lavorativo, ma non solo?

La condizione di stress, viene sempre più presa in considerazione dalle aziende, ma non solo, a causa del costo connesso. Dalle aziende in termini di performance ridotte, di giornate lavorative perse e di costi connessi a cause di servizio (Vedi ad esempio: sindrome da burnout).

Ma anche dagli stati, in termini di costi  sociali e sanitari (derivanti da ansia, isolamento, depressione, disturbo del comportamento, ecc.).

“Gli effetti dello stress lavorativo a livello individuale riguardano principalmente disturbi del sonno (insonnia, incubi notturni, spossatezza al risveglio), mal di testa, disturbi dell’umore (cambiamenti di umore, ansia, attacchi di panico, depressione, apatia), disturbi cognitivi (disturbi della memoria, difficoltà di concentrazione), disturbi del comportamento (abuso di alcol, droga, cibo).

Quando lo stress è prolungato e cronico si può assistere alla comparsa di disturbi fisici, tra cui disturbi all’apparato digerente, disturbi dell’apparato cardiocircolatorio (ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica), disturbi dell’apparato genitale (alterazioni del ritmo mestruale, amenorrea), disturbi della sfera sessuale (calo del desiderio, impotenza), disturbi muscoloscheletrici, disturbi dermatologici (dermatiti, psoriasi, arrossamenti) e diabete” (Backé et al., 2012; Belkic et al., 2000; Beswick et al., 2006; Chen et al., 2009).
(Tratto da:
http://www.stateofmind.it/2014/11/mindfulness-gestione-stress-lavoro/)

“La condizione di stress interessa circa il 22% dei lavoratori in Europa ed è stato stimato che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% delle giornate lavorative perse in un anno è correlata allo stress lavorativo (EU-OSHA, 2000). Lo stress comporta costi significativi sia per le organizzazioni sia per le economie nazionali” (EU-OSHA, 2014).

 

Cosa può fare un’azienda per intervenire sullo stress?

L’azienda può intervenire, migliorando le condizioni di lavoro attraverso la riorganizzazione dei processi lavorativi. Attuando la job rotation, cioè facendo in modo che chi svolge lavori usuranti e alienanti, come nei call-center o nelle catene di montaggio, possa per alcune ore al giorno o in periodi più lunghi svolgere attività differenti.

Inoltre a livello individuale si possono far partecipare i dipendenti a corsi di formazione o ad incontri con Coach e/o Psicologi, che aiutino a strutturarne la Resilienza o quello che viene definito il Coping (https://it.wikipedia.org/wiki/Ansia), ovvero il fronteggiamento delle situazioni.

Cosa può fare la Mindfulness per ridurre lo stress?

Nell’ambito degli approcci psicologici individuali di supporto alla cura dello stress, si inserisce la terapia cognitivo-comportamentale di terza generazione.

Questa fa ampio uso della cosidetta defusione, che consiste appunto in un non-coinvolgimento nei significati creati dalla mente.

“Per lavorare in direzione della defusione è molto utile la mindfulness e l’esposizione alle mie sensazioni ed emozioni, chiamata esposizione interocettiva. Gli approcci di terza generazione più noti sono il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR), il protocollo Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT) specifico per la prevenzione delle ricadute della depressione, l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) e la Dialectical Behavior TherapyCiò che accomuna queste terapie è l’utilizzazione della mindfulness e l’utilizzazione di tecniche di defusione. Per ulteriori indicazioni su questi approcci potete consultare il sito www.mindfulnessitalia.org
(Tratto da : http://www.ecomindstore.com/articoli/salute-crescita-personale/terapia-cognitivo-comportamentale-di-terza-generazione).

Per poter avere un esempio pratico di cosa sia la Mindfulness e di come possa essere di supporto alla cura di stress, ansia, depressione e malattie psicosomatiche potete visionare i video su Youtube del Dr. Nitamo Montecucco:

Conclusioni e precisazioni

Poichè io non sono ne uno psicologo, ne un medico, ma ritengo che il problema dello stress lavoro-correlato e tutto ciò che di negativo ne consegue (ansia, depressione, disturbi comportamentali, ecc.), sia davvero un ostacolo per il progresso della nostra società e per la qualità della vita di tutti noi, in questo articolo ho utilizzato molti riferimenti esterni e stralci di siti specializzati.

Il mio umile contributo, quindi, vuole essere solo quello di sensibilizzare sull’argomento e di sprone all’ approfondimento presso siti specializzati e specialisti qualificati.

Inoltre sono assolutamente convinto, per esperienza personale, che la diffusione della pratica della Mindfulness e della Meditazione, sia uno dei più grandi doni che si possa fare all’Umanità.

 

Cosa ne pensi della Mindfulness e del suo utilizzo per la cura dello stress? Dimmelo giù nei commenti.

Massimiliano Farucci

Massimiliano Farucci

Questo articolo è stato scritto da Massimiliano Farucci. Di sé stesso dice, di essere semplicemente un "cercatore". Da anni, infatti, si dedica alla ricerca di vari percorsi di crescita personale ed interiore. Ha cominciato studiando da autodidatta le tecniche di "cambiamento personale" e la "psicologia". Quindi si è interessato alle filosofie orientali, tra cui il Buddismo. Ha intrapreso un percorso di pratica nella tradizione Zen. Non ha abbandonato tuttavia la sua passione per la psicologia e la crescita personale, lavorando oggi per scovare degli "interessanti punti comuni" tra la Scienza occidentale e la Saggezza orientale.
Massimiliano Farucci

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